Con 74 pullman e due treni i lombardi invadono Roma

«Siete davvero tantissimi. Lo sapete che non ho mai visto tanti impresentabili tutti insieme?». Alle 16 Silvio Berlusconi sale sull'enorme palco nella piazza ribattezzata del Popolo della libertà. Ad annunciarlo un colonnello lombardo del partito come Maurizio Lupi davanti a una folla che nessuno (anche questa volta) s'aspettava. Sotto c'è anche uno con il cartello «orgogliosamente impresentabile» e una freccia che lo indica. Lo sberleffo a quell'insulta lanciato dalla giornalista Lucia Annunziata al segretario del Pdl Angelino Alfano davanti alle telecamere di Rai3, un canale che dovrebbe essere del servizio pubblico.
Erano in tanti ieri i lombardi partiti per Roma organizzati dal coordinamento regionale di Mario Mantovani. Ci sono anche Roberto Formigoni e Daniela Santanché, Mariastella Gelmini e Luigi Casero. Due treni da mille e cento posti ciascuno e poi 74 pullman, molti biglietti in aereo prenotati da tempo e anche tante auto partite già all'alba per Roma dove c'era grande attesa per la prima grande uscita pubblica di Berlusconi dopo l'ultimo voto. In più di 5mila partiti da Milano, con Facebook che già di prima mattina ha le bacheche piene delle foto di un viaggio fatto di facce che sorridono l'orgoglio di un partito che in molti davano per morto e che invece è forse l'unico in grado di riportare i militanti in piazza anche a campagna elettorale finita. A meno che, come in molti dicono sulla strada del ritorno nelle interminabili discussioni, «questo non sia il segnale di Berlusconi per l'avvio di una nuova chiamata alle urne». Più che le notizie sulle prime consultazioni di Perluigi Bersani, a tener banco sono le parole d'ordine rilanciate dal Cavaliere. Tra le più gettonate «se il Pd prende anche il Quirinale è un golpe», «la magistratura non deve essere sopra il popolo», «non può far cadere governi e decidere le leggi», «Bersani spera che turisti della politica, questi ospiti nell'albergo a 5 stelle possano dargli i numeri per fare un esecutivo, è una cosa lunare», «Monti supino prima alla Germania ora all'India», «il capo dello Stato deve essere un moderato del centrodestra, dieci milioni di italiani non possono essere esclusi dalle più alte cariche», «i magistrati sono solo dei comunisti con le toghe nere».
«Una piazza straordinaria - racconta in serata la Santanché dal treno - una piazza vera, con tante famiglie. Una piazza che non vuole inciuci, accordi al ribasso, ma piuttosto preferisce il voto». Vicino al palco anche lo striscione del coordinamento cittadino del Pdl che solo con i militanti della città ha riempito 250 posti in treno e cinque pullman. «Bambini di pochi mesi in treno, giovani, anziani. Grande entusiamo e tanta bella gente - racconta soddisfatto il coordinatore Giulio Gallera - Soprattutto una grande voglia del popolo di centrodestra di far vedere che ci siamo». Berlusconi? «Un grande comizio, temi concreti come lo sviluppo e la necessità della ripresa economica. Ma anche l'appello al voto se la sinistra non dovesse tenere conto dei tantissimi italiani che hanno votato ancora Pdl».

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