A2A Quelle manovre inaspettate per cambiare il presidente

A2A Quelle manovre  inaspettate per cambiare il presidente

Il 13 giugno, l'azienda multiservizi A2A cambierà modello di governance, passando dal sistema duale (con un Consiglio di sorveglianza ed un Consiglio di gestione) a quello con il tradizionale Cda. Per il cambio di gestione, i due principali azionisti della società (il Comune di Milano e il Comune di Brescia) hanno deciso di cambiare anche i vertici, invece che aspettare la loro scadenza naturale (tra un anno). È al sindaco di Milano spetterà scegliere il presidente del Cda, sulla base delle candidature presentate. Candidature che possono essere avanzate, tra gli altri, anche da ordini professionali: è il caso dell'Ordine degli Avvocati di Milano, che ha suggerito la nomina (ovvero la riconferma) di Giuliano Tarantini, attuale presidente del Consiglio di gestione di A2A. L'Ordine ha motivato la sua proposta ricordando a Pisapia i risultati «all'evidenza di tutti» del presidente uscente: nei 2 anni di «gestione Tarantini» il debito di A2A è sceso da 5 a 3,9 miliardi, mentre il titolo è salito. Pisapia dovrà allora spiegare la tanta fretta nel cambiare i vertici e la probabile sostituzione di Tarantini con Giuseppe Valotti, presidente della Metropolitana Milanese.

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