Abbattuto il primo dei 29 tronchi, la polizia allontana i residenti

Tutti i comitati «pro alberi» delle zone della città si metteranno insieme. Serpeggiava questa proposta ieri mattina in via Mac Mahon dove è caduto il primo dei ventinove olmi decisi dal Comune, tra le proteste dei cittadini e un cordone di poliziotti per alcuni davvero sopra tono. Stamattina si ripresenterà un presidio degli «Amici degli olmi» e, sebbene l'odore di un'azione persa si faccia sentire, la costituzione di una green guerrilla, altrimenti definita «giardinaggio politico», da parte di NoixMilano promette lunga resistenza.

Una sessantina di persone ieri si è ritrovata lungo le rotaie del tram in zona 8. «C'è stata un po' di tensione con il Movimento Cinque Stelle, che tra l'altro in consiglio di zona ha votato contro la mozione di rinvio dell'abbattimento il 15 di settembre» conferma Simona Amore di NoixMilano. L'impressione che la «battaglia alberi» stia per diventare una venuzza politica da spremere, di cui per ora sia difficile prevedere il corso, pizzicava sulla pelle. Moriranno inutilmente? «Non credo. Lasceranno puzza di bruciato» dice l'ex docente del Politecnico, ora in pensione, l'architetto Giuseppe Boatti, sempre stato in prima linea tra gli «Amici degli olmi» per una semplice questione d'amore, primo, e poi per capire le ragioni di una politica contro le nostre radici che non ha spiegazioni logiche.

Perché le piante di Milano cadono come mosche? «Finalmente, chiediamocelo! O per l'incapacità dell'amministrazione di coltivare una coscienza del verde come bene del presente e del futuro, o perché ci sono altre ragioni oltre a quelle espresse. Di via Mac Mahon si va dicendo che dovrebbe diventare una corsia anche per mezzi su ruote, come i taxi, e che per cui gli alberi a poco a poco spariranno tutti. Fantasie? Non so, ma è di certo fantasmagorica la ragione per cui il Comune abbatte 23 delle 29 essenze». Ebbene sì, se non fosse un'ombra che commuove e brucia, quella della «falce degli alberi», sarebbe tutta da ridicolizzare. «Ventitre delle piante sono risultate negative alle prove di trazione, ovvero alla capacità di resistenza della pianta a una forza laterale - continua Boatti -. Le prove di trazione non hanno un fondamento scientifico, basti pensare che uno dei tre esperimenti finge la possibilità che in via Mac Mahon spiri un vento di 90 chilometri all'ora. Ci rendiamo conto? Un vento a 90 chilometri non abbatterebbe solo presunti alberi pericolanti, ma farebbe crollare ben altro».

I sostenitori della green guerrilla intanto stanno già pensando in quale angolo della zona seminare nuove presenze verdi, in risposta alla caparbietà della giunta Pisapia di proseguire nello sterminio di 572 «tronchi» per la M4. La città è un parco pubblico, i suoi proprietari sono i cittadini, che ricorderanno questa giunta come quella che sta snaturando una città in cui la parola «natura» è davvero preziosa e indispensabile.

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