Addio alla vecchia Falck: scatta il via libera ai lavori

Il polo siderurgico dell'acciaieria ospiterà maxi mall, la cittadella della salute, parchi e edifici di residenza

Addio alla vecchia Falck: scatta il via libera ai lavori

Le speranze, le fatiche, le lotte, le leggende che quasi un secolo di vita operaia portano inevitabilmente con loro aleggeranno a lungo sull'area sterminata che una volta si chiamava Falck. Ma la storia ha fatto il suo corso, e ieri si compie uno degli atti finali della mutazione. La giunta comunale di Sesto San Giovanni dà il via libera alla progettazione dei primi blocchi commerciali e residenziali che trasformeranno il volto di Sesto, e di rimbalzo anche di Milano: «là dove c'erano gli altiforni ora c'è una città», canterebbe tra dieci anni Celentano.

«Approvato il Puc dell'Ucp delle opere previste nel Pii», recita in un tripudio di sigle il comunicato del Comune sestese. La sostanza è che è stato dato il via libera alla prima vera operazione immobiliare sul lato orientale dell'area, oltre viale Italia: il Falcon Mall, il polo commerciale e ricreativo che nascerà sotto quanto resta del T5, il treno di laminatoio a caldo della Falck Concordia, che sopravviverà come monumento al passato operaio; accanto al Mall, parchi, residenze e uffici. Con il voto della Giunta il piano urbanistico è definitivo, completo di volumetrie. Eseguiti, approvati e in fase di certificazione sono i lavori di bonifica dall'area: impresa quasi titanica, vista la vastità dei terreni e la profondità raggiunta nel corso degli anni dalle scorie di lavorazione. Mancano solo i progetti esecutivi, le licenze, poi - entro l'anno prossimo - via alle betoniere.

E non è tutto: insieme ai progetti per il Mall la giunta sblocca anche i lavori per i due collegamenti viabilistici che serviranno l'intera area, il Ring Nord verso la tangenziale Nord e il Ring Sud verso via Edison, e che ora verranno messi a gara da Infrastrutture Lombarde. È una approvazione che va a completare, sul piano della burocrazia politico-amministrativa, la svolta iniziata con lo sblocco - dopo ritardi e inciampi a ripetizione - della grande opera pubblica intorno a cui graviterà l'intera zona, ovvero la Città della Salute. Qui, a ovest di viale Italia, sulla ex Falck Unione, le bonifiche sono già certificate e l'inizio dei lavori era bloccato dal contenzioso intorno all'appalto per la costruzione del nuovo polo sanitario. Alla fine, il Consiglio di Stato ha ratificato la vittoria di Condotte spa: la società è finita nel frattempo in amministrazione straordinaria, ma i commissari hanno garantito che i lavori partiranno e proseguiranno fino a compimento. Appena Condotte firmerà il contratto con Infrastrutture Lombarde inizieranno i lavori.

Sono passati nove anni da quando, sbucando dall'anonimato più totale, il costruttore Davide Bizzi si comprò la vecchia Falck, passata tra fallimenti e vicissitudini. Un milione e mezzo di sterpi e rottami che recuperare al vivere civile sembrava impossibile. In effetti non è stata una passeggiata. Renzo Piano che firma i progetto poi fa mezza retromarcia, le delibere e le varianti che si impantanano, le cooperative rosse che si defilano, i soci sauditi che arrivano a mettere nuova linfa, le polemiche tra Sesto e Milano sulla nuova sede ospedaliera, i ricorsi, i controricorsi. Si dice che Bizzi fosse così esasperato da voler a volte mollare: anche perché mentre il progetto italiano languiva tra carte e bolli, in America gli lasciavano costruire in un batter d'occhio due superpalazzi a New York (uno al 125 di Greenwich, uno al 565 di Broome Soho) e uno a Miami. Per aspettare i tempi della burocrazia italica invece c'è voluta la pazienza di Giobbe. Ma adesso si parte. E a nord della Città della salute arriverà anche la nuova sede del San Raffaele.

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