Dopo le agevolazioni per la casa anche un lavoro sicuro per i rom

Il consiglio della Zona 2 chiede un percorso preferenziale per affidare ai nomadi le commesse di Amsa e Comune per la raccolta del rame

Pare ancora troppo poco garantire l'accesso privilegiato alle case Aler, il permesso di costruirsi la casa da soli e l'avviso di sgombero. Perché non dare anche la possibilità ai rom di avere una corsia di accesso agevolato al lavoro? Per esempio affidando direttamente le commesse di Amsa e Comune, o incoraggiando la raccolta di materiali di recupero come il ferro e il rame nella quale sono piuttosto esperti? Non solo se lo è chiesto la rappresentanza sinistra nel parlamentino di zona 2. Ma lo ha anche messo per iscritto, votato e inviato a Palazzo Marino come integrazione al Piano Rom, varato dalla Giunta. Tre pagine di «migliorie» che hanno fatto saltare sulla sedia Samuele Piscina, capogruppo del Carroccio in zona. Il quale non si è limitato a sgranare gli occhi di fronte al documento che assicura «ulteriori privilegi alle popolazioni rom», ma ha proposto 42 emendamenti, però tutti bocciati. E alla fine s'è beccato anche le minacce da parte di uno dei presenti, portato via di peso prima che riuscisse ad alzare le mani sul leghista. «Le uniche forme di discriminazione individuabili - scrive Piscina - sussistono nei confronti degli onesti cittadini». Il ritornello pare risuonare ricorrente. Il Comune infatti sta pensando anche come stralciare il lotto degli strumenti musicali sequestrati ai musicisti rom e inseriti tra gli oggetti in vendita al miglior offerente lunedì prossimo. Si tratta di 42 violini, 24 fisarmoniche, 2 chitarre, un sassofono, 1 clarinetto, cinque amplificatori e altri sette strumenti danneggiati utilizzati senza autorizzazione. Dopo l'appello di don Colmegna e di Arnoldo Mosca Mondadori, presidente del Conservatorio perchè «sono strumenti di lavoro» e perché la musica «è un tentativo di inclusione sociale», gli assessori Benelli (Decentramento) e Granelli (Sicurezza) si sono messi a studiare come aggirare l'ostacolo, magari con un bando ad hoc. L'«ostacolo» nella fattispecie è la legge che - in teoria - dovrebbe essere uguale per tutti. «I milanesi non meritano di essere discriminati rispetto agli zingari», sbotta Massimiliano Orsatti, consigliere regionale della Lega nord. Nel documento inviato al Comune tra i suggerimenti viene chiesto che addirittura venga «rimessa in discussione l'idea del “superamento dei campi“ come principale linea-guida del piano». Che anzi «venga prevista la riqualificazione e la messa in sicurezza dei campi comunali». «Ma come? - tuona Piscina - Il campo di via Idro è stato già sistemato una volta, è stata creata una cooperativa ad hoc, realizzati orti e serra. Con quale risultato? Tutto distrutto. Ora dovremmo fare tutto da capo con i soldi dei cittadini?». E insiste: «nel documento vogliono che venga sostituita la parola “integrazione“ con “cittadinanza“ dimostrando così di non sapere che quest'ultima è legato a uno status giuridico». Tra i punti elencati un paio balzano più di altri all'occhio. Il «sostegno al lavoro» con l'affido privilegiato di commesse da parte di Comue e Amsa mentre «i cittadini disoccupati vengono completamente dimenticati», commenta Piscina. Oppure - testuale - «si devono favorire le forme di autoimprenditorialità come per esempio la nascita di cooperative di artisti e musicanti di strada o la raccolta di materiali di recupero (ferro ecc.)», «quei materiali - conclude Piscina - che tali popolazioni “recuperano“ rubando nei cimiteri, nei depositi e dalla linee di trasporto pubbliche».

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