"Aggredito in treno da un uomo di colore". Il controllore ha inventato tutto

Il capotreno aveva un coltello conficcato nella mano e aveva detto di essere stato aggredito da "un uomo di colore". Il procuratore: "Si è ferito da solo e si è inventato tutto"

"Aggredito in treno da un uomo di colore". Il controllore ha inventato tutto

Un coltello piantato nella mano. E l'accusa di un'agressione da parte di un immigrato, "un uomo di colore", appena gli aveva chiesto di esibire il biglietto. In realtà Davide Feltri, il capotreno che mercoledì 19 luglio aveva denunciato di essere stato accoltellato sul regionale di Trenord Piacenza-Milano, si è inventato tutto. Una montatura, quella fatta a pezzi dal procuratore di Lodi Domenico Chiaro, che aveva portato a uno sciopero di quattro ore e a un tavolo in Prefettura sull'emergenza sicurezza.

"La lama dell'arma - avevano spiegato i medici dell'ospedale di Codogno quando era stato ricoverato il controllore 45enne - era riuscita a passare la mano da parte a parte". Una brutta ferita che aveva subito rilanciato l'emergenza sicurezza sui treni regionali. Davide Feltri aveva, infatti, raccontato di essere stato aggredito da uno straniero quando gli aveva chiesto di esibire il biglietto. Lo aveva descritto come "un uomo di colore", un africano probabilmente, "sui vent'anni". Una ricostruzione del tutto inventata che la polizia di Lodi, con l'aiuto della scientifica, è riuscita a smontare analizzando uno a uno, tutti i filmati delle telecamere di sicurezza delle ferrovie (guarda le immagini). Quando gli inquirenti lo hanno messo di fronte alle incongruenze della sua versione, Davide Feltri ha confessato di essersi procurato da solo la ferita alla mano chiudendosi nel bagno del treno.

Dalla denuncia del capotreno era scaturito anche il fermo di un giovane nordafricano che sembrava corrispondere all'identikit fornito da Feltri. L'immigrato era stato presto rimesso in libertà perché, dopo essere stato interrogato, non era emerso alcun elemento a suo carico. Agli inquirenti Feltri aveva detto di avere visto un uomo con atteggiamento sospetto e di avergli chiesto biglietto e documenti ricevendo in cambio un fendente che solo grazie ai suoi riflessi non gli aveva forato l'addome, limitandosi a trapassargli la mano da parte a parte. Alla base del gesto, riferiscono gli investigatori, l'esasperazione per i continui scontri con i viaggiatori trovati sprovvisti di biglietto e, in particolare, una violenta lite avvenuta il giorno precedente proprio con il ragazzo di origine ghanese indicato come l'aggressore, che lo aveva minacciato di morte. E così, mentre il treno entrava in stazione, "si è appartato nello spazio tra una carrozza e l'altra, dove ci sono il bagno e il portellone di uscita, ha estratto dalla tasca un coltello a serramanico con una lama lunga circa 12 centimetri, molto appuntita; quindi ha sferrato il colpo", trapassando la mano tra il pollice e l'indice.

Adesso il controllore è accusato di calunnia e simulazione di reato. La sua denuncia, che arrivava dopo altre aggressioni (vere) da parte di immigrati, aveva avuto una enorme eco tra i dipendenti di Trenord. Nel giro di poche ore era stato, infatti, proclamato uno sciopero per chiedere più protezione sia per i pendolari sia per il personale. E così il 24 luglio tutti i treni della Lombardia si erano fermati per quattro ore. Non solo. Sempre in seguito a questa fantomatica aggressione era stato convocato uno tavolo in Prefettura per discutere le nuove misure da adottare per rendere più sicure le ferrovie lombarde.

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