Anche gli stilisti si dividono, ma mettono la «firma» sul nuovo look

Tassisti in divisa a Milano? Di fronte alla proposta del Comune, stilisti e imprenditori della moda si dividono. C’è chi, come Elio Fiorucci e Lorenzo Riva guardano con favore all’idea lanciata da Palazzo Marino. Così anche l’imprenditore Santo Versace che insieme alla livrea chiede però «un generale miglioramento del servizio e un investimento maggiore nei confronti di una categoria che a volte viene sottovalutata». Il volto femminile della moda è invece più critico sulla proposta: Chiara Boni e Lavinia Biagiotti, figlia di Laura, la bocciano. Alla divisa preferiscono piuttosto un codice d’abbigliamento, scritto o meno non importa, a cui i tassisti potrebbero attenersi nelle ore di lavoro. È un’idea giustissima - spiega l’imprenditore Santo Versace - perché i tassisti sono il primo biglietto da visita per la nostra città, gli ambasciatori di Milano». Per lui, però, la divisa non basta: «A differenza di Londra o altre città europee, capita di imbattersi - ammette Versace - in tassisti con auto piccole e scomode. Bisognerebbe puntare, per migliorare la ricettività a livello turistico, su auto più spaziose, nuove, pulite e comode». Anche allo stilista Elio Fiorucci piacerebbe vedere i tassisti in divisa perché un codice di abbigliamento «crea quell’ordine e senso di pulito di cui questa città ha tanto bisogno». Se il compito di vestire l’autista delle auto bianche fosse affidato a lui, Elio Fiorucci non avrebbe alcun dubbio: «Sceglierei un look casual e comodo, ma sempre raffinato». La camicia, insomma, la farebbe da padrona. Mentre sarebbe bandita la giacca. «Proporrei una camicia, in versione inverno ed estate, da portare con pantaloni comodi, stile sportswear». Lo stilista Lorenzo Riva prenderebbe, invece, come modello per la sua divisa da taxi quella dello steward. «Vedere i tassisti milanesi vestiti come steward di una compagnia area sarebbe - conferma Riva - molto più dignitoso per la categoria e darebbe un senso di ordine maggiore alla città». Invece che una divisa, Lavinia Biagiotti propone un dress code cui i tassisti dovrebbero attenersi. «Abolirei t-shirt e jeans strappati, borchiati, lavati in favore di uno stile pulito ma confortevole», spiega la stilista. La cravatta? «Non la imporrei, ma la consiglierei per il turno della sera». la stilista Chiara Boni è critica: «Non è facile immaginare una divisa per una categoria così eterogenea. Piuttosto punterei su regole comuni per il look».

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