Arrestata guardia giurata Era complice dei rapinatori

Una storia quasi da libro Cuore: un genitore affettuoso che vuole portare a tutti i costi la figlia di 3 anni in vacanza. Se non fosse che per procurarsi i soldi l'uomo, una guardia giurata, si mette in combutta con i rapinatori fornendo informazioni sulla banca da svaligiare, facendosi poi persino prendere in ostaggio. Attimi drammatici poi raccontati a un giornale locale. Un vero eroe, smascherato però dai carabinieri che ieri sono andati a prenderlo. Ovviamente mentre era in vacanza con la figlia.
Maurizio Di Martino, 37 anni, salì agli onori della cronaca dopo l'assalto del 23 agosto 2013 ai danni della banca Intesa di Paderno Dugnano. Un bandito armato sorprese la guardia giurata, quindi insieme a un complice tenne per mezz'ora in ostaggio lui, il direttore, due dipendenti e due clienti, fino all'apertura della cassa temporizzata. Il 27 agosto in un'intervista al «Giornale di Carate» rivisse quei drammatici istanti. «Il bandito mi ha sorpreso da dietro, mi ha puntato la pistola a un fianco e sibilato di stare calmo, quindi mi ha preso pistola e radio. Io ho cercato di reagire rimediando solo un colpo in testa. In quella mezz'ora ho sempre pensato a mia figlia e se l'avrei rivista. Comunque ora è tutto passato e non vedo l'ora di tornare al mio lavoro». Davvero commovente.
L'uomo però non sa che i carabinieri di Desio stanno tenendo sotto controllo telefoni, case e auto dei rapinatori e pochi giorni prima del colpo registrano una chiamata. Un anonimo interlocutore sta sollecitando i banditi a tenerlo in considerazione nel caso di un colpo perché deve portare «la bambina a fare la villeggiatura». Ricevendo rassicurazioni: «Minimo minimo ti prendi 15mila euro». I militari fremono, sanno che ci sarà una rapina, ma non dove e quando. E difatti il colpo di Paderno fila liscio come l'olio. Anche se i banditi rimangono delusi: si aspettavano oltre 100mila euro, ma devono accontentarsi di 30. E la guardia giurata di 2mila anziché dei famosi 15mila.
E così i rapinatori devono progettare un altro colpo, ma questa volta si lasciano sfuggire qualche dettaglio in più e il 25 ottobre vengono arrestati durante una tentata rapina a Caronno Pertusella. Davanti a 20 carabinieri armati, loro hanno solo una inoffensiva pistola giocattolo e alzano le mani. In manette finiscono i due banditi di Paderno, Marco Pisani, 57 anni, e Giuseppe Amoruso, 48, e Felice Terracciano, 53, il loro capo, che quel giorno li attendeva in auto. Tre vecchie conoscenze. Resta da individuare la «talpa». Già guardando le immagini i militari avevano capito che qualcosa non andava perché Di Martino era troppo tranquillo. Ma la conferma arriva dai tabulati telefonici: una chiamata ai banditi viene effettuata praticamente sotto casa dell'uomo a Biassono. Così ieri scattano le manette. L'uomo però non è nella sua abitazione, bensì a Monte Sarchio, suo paese natale nel beneventano. Dove si era recato in vacanza, ovviamente con la figlia.

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