Baggio, la caserma diventerà Lazzaretto

I contagiati e i loro contatti diretti saranno trasferiti qui in isolamento

Baggio, la caserma diventerà Lazzaretto

Inizierà questa mattina la sistemazione dell'ospedale militare di Baggio, in zona 7 dove potrebbero essere trasportate le persone che devono essere messe in isolamento per consentire il monitoraggio dell'evoluzione del contagio, mentre sembra che la struttura di San Damiano, nel piacentino sia praticamente pronta. A confermarlo, dopo l'annuncio di qualche giorno fa, ieri l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, durante la conferenza stampa con il presidente della regione a Palazzo Lombardia per fare il punto sulla situazione. «Accanto a questi primi due spazi - ha spiegato Gallera - la Protezione civile sta andando a individuare altre strutture come alberghi per preparare ai casi da dover mettere in quarantena». Anche perché «il numero di persone che dovà stare in isolamento sarà molto rilevante» ha specificato il governatore lumbard Attilio Fontana: ieri sera i casi di contagio erano già saliti a 115 nella regione, di cui 4 a Milano (oltre al paziente positivo di Sesto San Giovanni e quello di Mediglia, ieri sera è risultato positivo al tampone un medico del Policlinico e un dipendente di Unicredit).

Anche l'assessore alla Protezione Civile Pietro Foroni ha confermato che nella giornata di domenica la Prefettura ha svolto approfondimenti e sopralluoghi sulla caserma di Baggio». Qui saranno isolate le persone che sono risultate positive al virus e i loro contatti diretti se non sono nelle condizioni di poter fare isolamento domiciliare. «Tutto il sistema della Protezione Civile è allertato da giorni ed è chiaro che è a disposizione assoluta per ogni richiesta. Tutto è allertato e nelle prossime ore, anche per la zona rossa, si capirà come e se la Protezione Civile potrà essere di ausilio».

L'assessore Gallera ha voluto poi specificare, rispetto all'ipotesi di isolamento dei contagiati, quello che è il livello di aggressività del virus: su 114 casi accertati in Lombardia, 53 sono le persone ricoverate, di queste «solo» 17 in terapia intensiva, mentre altri 5 sono a casa in isolamento ha specificato. «Questo per dire che non in tutti i casi è necessario il ricovero ospedaliero, anzi: la metà dei positivi gestisce l'infezione senza problemi, il 40 per cento guarisce con accorgimenti e con le cure, solo una piccola quota, soprattutto i soggetti fragili, incorre in complicanze e necessita di cure intensive. Ci sono persone risultate positive - continua il titolare al welfare - che non hanno manifestato sintomi particolari e che quindi sono in isolamento a casa: quello che consigliamo è l'isolamento domiciliare se la persona può stare in una stanza separata della casa con un bagno a uso riservato. Quando uscirà dalla stanza, come prescritto dal Ministero della Sanità, dovrà indossare mascherina e guanti e igienizzare il bagno dopo l'utilizzo - ha spiegato ancora l'assessore- ma non è necessario sempre venire ricoverati». Certamente i pazienti più fragili o quelli che invece hanno avuto delle complicazioni sono sotto monitoraggio nelle strutture ospedaliere deputate: al momento l'ospedale Sacco, punto di riferimento regionale e il San Matteo di Pavia.

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