Bardelli, l'eleganza classica che non ha bisogno di spot

Dalla calza allo smoking, uno dei marchi più pregiati per l'uomo Ieri la scomparsa di Mario Boniello, tra gli storici fondatori

Antonio Lodetti

Ci sono aziende che farebbero carte false per avere un minimo di spazio pubblicitario, e altre che basano tutto sulla comunicazione... Ce n'è una invece, un'azienda famigliare che dal 1942 è uno dei marchi più pregiati per l'abbigliamento da uomo, che rifugge ostinatamente i rapporti coi media. È M. Bardelli di Milano, un nome noto agli appassionati di eleganza di mezzo mondo che si mantiene sulla cresta dell'onda grazie alla qualità dei suoi prodotti e alla perfetta gestione «casalinga» della famiglia Boniello, anche se ieri la ditta ha perso tragicamente Mario Boniello, l'ultimo degli storici fondatori. Ora alla guida c'è Andrea, 34 anni, giovane e intraprendente manager che dalla calza allo smoking, dalla cravatta al cappotto passando per abiti e giacche pret a porter o su misura, Bardelli veste gli uomini dai gusti più classici e al tempo stesso raffinati. Un negozio che occupa due stabili (riuniti) in corso Magenta a Milano, fuori dalle rotte della moda ma frequentatissimo da personaggi in vista e business men internazionali. Niente pubblicità dunque e niente interviste, tranne questa chiacchierata amichevole seppur triste con Andrea Boniello, in un momento così difficile. «Il nostro segreto sta nel mantenere la tradizione di famiglia - dice Andrea - e nel mantenere costante nel tempo la qualità del prodotto. Con l'abbigliamento classico ci siamo fatti conoscere e con quello vogliamo continuare unendo la passione per l'artigianato alle più moderne tecniche di produzione». Così ci si fa conoscere in tutto il mondo riuscendo a stare lontano dai grandi gruppi industriali. «Noi siamo il prodotto. È il prodotto che ci rende unici e riconoscibili attraverso il passaparola. Abbiamo clienti che arrivano appositamente dagli Stati Uniti o dall'Australia e ci raccomandano ai loro amici. Così si muove il nostro business. Spesso creiamo abiti per il cinema; l'ultima volta è stata per un film di Luca Guadagnino, ma non vogliamo che sia segnalato nei titoli di coda. Anche quando i nostri clienti vip vengono fotografati fuori dal negozio con i nostri sacchetti, pretendiamo che sui giornali venga cancellato il nome del negozio. I nostri clienti vogliono tutelare la privacy: abbiamo persone, soprattutto straniere, che fanno persino togliere le nostre etichette dai capi». Una gestione fuori dal tempo quella di Bardelli, tutta giocata sulla forza dell'identità e dell'impegno di famiglia. «La nostra storia è così. Nel 1942, quando Milano era in ginocchio e tutti se ne andavano dalla città, mia nonna Matilde Bardelli aprì qui un piccolo negozio di cappelli proprio per dare un segnale positivo, di risveglio, e questa è rimasta la nostra filosofia. Dopo poco tempo entrò in negozio mio zio Giancarlo, conosciuto con il nome di battaglia di Gianco, che fu un pioniere nell'andare in giro per il mondo a scovare e importare tessuti e capi di abbigliamento che in Italia non si trovavano. Così abbiamo portato in negozio le prime stoffe inglesi di tweed o i primi cashmere e pian piano l'azienda si è ingrandita arrivano dove è ora, senza mai cambiare direzione. Lo zio Gianco è anche stato il primo a portare Ralph Lauren in Italia. L'ha incontrato a New york ad un pranzo organizzato da Gucci. Mi ricordo le file lunghissime davanti al negozio i primi tempi». Oggi che non c'è più «il Gianco» a fare da grande condottiero, Mario e il figlio Andrea - con il loro piccolo ma intraprendente staff - continuano a girare il mondo per cercare piccoli artigiani (soprattutto nelle isole della Scozia e del Regno Unito) che esprimano lo stile e la filosofia del negozio, all'insegna della tradizione che si coniuga con il rinnovamento. «Il nostro è l'abbigliamento classico per eccellenza, ma dobbiamo tenere conto che siamo nel 2016 quindi, con piccoli accorgimenti, ricerca di forme e tessuti, cerchiamo di mantenerci al passo con i tempi senza snaturarci. Il nostro nuovo motto è Bardelli tra tradizione e rinnovamento. Parecchi gruppi internazionali ci chiedono di entrare in società o di acquistare delle quote, ma noi andiamo avanti solo ed esclusivamente in famiglia. Ci hanno chiesto di aprire a New York in società, ma lo faremo più avanti, e solo con le nostre forze». Nel frattempo Bardelli ha il suo fiore all'occhiello sempre a Milano, in via Madonnina, nel cuore di Brera, dove dal 1986 è nato Cashmere Cotton & Silk, un salotto-bomboniera a forma circolare e a due piani («l'abbiamo fatto così per ricordare le aule delle antiche università inglesi») dove il cliente viene coccolato, in un ambiente raffinato, dal direttore Stefano Lonardi (responsabile anche degli acquisti e della scelta dei prodotti con Andrea Boniello) e dal suo staff.

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