Vive da vip senza lavorare: così la 30enne rubava nelle case di mezza Europa

La 30enne ha accumulato un patrimonio sostanzioso anche se non ha mai lavorato in vita sua, o meglio, non legalmente. Insieme al compagno avevano acquistato due appartamenti a Legnano

Vive da vip senza lavorare: così la 30enne rubava nelle case di mezza Europa

Ha cominciato la sua carriera quando era ancora minorenne. Ha viaggiato in tutta Italia e all'estero. Si era specializzata nella cosa che sapeva fare meglio: rubare, diventando una professionista anche nel sfuggire alla legge. La sua prima condanna a soli 15 anni, per ricettazione, tentata rapina e tentato furto in abitazione. La donna italiana, adesso 30enne, è stata intercettata dopo essere sparita dai radar per diverso tempo. Ora dovrà rispondere all'accusa che la vede coinvolta nuovamente per appropriazione indebita. Per difendersi basterà dimostrare la provenienza lecita del valore complessivo dei suoi beni già sequestrati dalla polizia.

Una vita alla "Eva Kant"

Il primo approccio tra la donna e un'aula di tribunale avviene nel 2007 quando, dopo essere stata scoperta a rubare all'interno di un'abitazione, è stata condanna dai Tribunali per i Minorenni di Torino, Bologna e Firenze. Pluricondanna anche più tardi, nel 2017 in esecuzione di un mandato d'arresto europeo emesso dalla Pretura di Tiergargen nel 2014 perché gravemente indiziata di otto furti in appartamento di denaro e gioielli d'oro del valore di circa 70mila euro commessi nella zona di Berlino.

Sebbene un pericolo, la donna ha continuato a vivere agiatamente, "come una vip", grazie al ricavato ottenuto dai numerosi furti e senza lavorare neanche un giorno della sua vita.

Dopo alcuni controlli, però, ha insospettito quel cognome "conosciuto" tra la documentazione di due appartamenti a Legnano e così sono partite le indagini che hanno ricostruito l'intero curriculum della ladra seriale. La polizia ha dunque proceduto con il sequestro di prevenzione nei confronti della donna. Il Tribunale ha accolto la proposta avanzata dal Questore di Milano ed è stato disposto il sequestro di un monolocale, di un appartamento di 5 vani con annessi box e cantina e del deposito bancario, beni tutti intestati al convivente 31enne e padre dei suoi sei figli.

Nonostante il contratto abbia la firma dell'uomo, infatti, gli acquisti degli appartamenti effettuati nel marzo e nel maggio 2017 si inseriscono nell'arco temporale in cui la donna ha manifestato pericolosità sociale finalizzata ad accumulazioni patrimoniali. Dunque sarà chiamata a dimostrare la provenienza lecita del valore complessivo dei beni sequestrati altrimenti il sequestro si definirà in confisca, ragion per cui lo Stato acquisirà la titolarità dei beni, "ripulendo" il mercato dai capitali illeciti che potranno essere reimpiegati nell'interesse della collettività.

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