Bilancio, la stangata slitta a settembre

Il governo concede ai Comuni la proroga di tre mesi per votare i conti 2013. Ma gli aumenti sono solo rinviati

Bilancio, la stangata slitta a settembre

Pisapia può tirare il fiato. Il governo concederà a tutti i Comuni la proroga di 3 mesi per chiudere il Bilancio. I conti potranno essere votati a settembre invece che entro il 30 giugno, in attesa che Roma chiarisca a fine agosto il livello delle entrate con la promessa riforma sulla fiscalità e in particolare quella sull'Imu. Un rinvio che Milano chiedeva con forza ma che hanno sostenuto ieri al tavolo con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni anche gli altri rappresentanti dell'Anci, oltre a Pisapia c'erano il presidente reggente Alessandro Cattaneo e i sindaci Castelli, Orsoni e Cosimi.

Ma hanno poco da cantar vittoria i Comuni che partivano non da un buco nei conti ma da una voragine. Come Milano, appunto. I tagli «fantasma» dell'ex assessore al Bilancio Bruno Tabacci nel 2012 hanno portato Francesca Balzani due mesi fa ad affrontare uno spareggio pari a 437 milioni. Dopo tagli e rinvii di spesa il buco è sceso a 231 ma per coprirlo la giunta una settimana fa ha già approvato i piani «b»: aumento dell'Irpef al massimo (0,8% e abbassamento del tetto dell'esenzione a 15mila euro) e l'aumento dell'Imu prima casa da 0,4 a 0,55%. Una stangata che Pisapia ha definito «solo virtuale», con la richiesta di una proroga al governo c'era quella restituire ai Comuni tutta l'Imu versata dai cittadini nel 2012 (quindi 340 in più per Milano).

Ma ieri Saccomanni ha promesso ai sindaci un tavolo tecnico e uno politico su Imu e Tares, anticipando però che per il 2014 non ci sono spazi per immaginare grossi cambiamenti. I Comuni per ora hanno strappato la disponibilità solo a utilizzare gli oneri di urbanizzazione sulla spesa corrente (erano vincolati alle opere) e il mancato pagamento Imu su alcuni immobili di proprietà. Un mezzo flop anche l'incontro romano della Balzani con i viceministri Fassina e Casero e il sottosegretario Martina. Milano chiedeva lo sforamento del Patto di stabilità per il triennio, in vista di Expo, ma c'è stata la disponibilità a ragionare solo sul 2014, quando ci sarà il clou delle spese. 

«Anche i sindacati - ammetteva ieri il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato - hanno capito la presa in giro di Pisapia. Fa l'illusionista ma tra tre mesi non cambierà niente sugli aumenti». Un commento alla lettere inviata proprio ieri al sindaco da Cgil, Cisl e Uil. Le sigle hanno espresso adesione «alle ragioni di fondo», che hanno indotto la giunta a rinviare l'approvazione del Bilancio, ma «è essenziale» rimarcano «che la decisione definitiva debba essere preceduta da un confronto di merito».

É «improponibile l'estensione dell'Irpef ai redditi tra 15mila e 33.500 euro lordi» il tetto attuale dell'esenzione. E chiedono di partecipare alle scelte sui tagli ai servizi. Pisapia dovrà prepararsi a un lunedì nero. É già convocata la riunione fiume con gli assessori per decidere le spese dei prossimi tre mesi, e si preannuncia un match. Poi il consiglio comunale discuterà le mozioni di Pdl, Lega e Pd sulle richieste al governo per Imu ed Expo.

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