La Bocconi costretta a "scortare" i suoi studenti: troppe aggressioni nel parco degli extracomunitari

Tante le denunce di aggressione degli studenti della Bocconi negli ultimi mesi ma da Palazzo Marino non c'è mai stata nessuna risposta

La Bocconi costretta a "scortare" i suoi studenti: troppe aggressioni nel parco degli extracomunitari

Milano città cosmopolita, polo economico italiano con forti ambizioni europee, sede di prestigiose università frequentate da ragazzi provenienti da tutto il mondo. E ora è proprio il mondo universitario ad alzare la voce contro l'amministrazione comunale di Milano per questioni legate alla sicurezza degli studenti. A lanciare l'allarme è uno degli atenei più noti di Milano, la Bocconi. I ragazzi hanno più volte denunciato la poca sicurezza del parco Ravizza, parte del percorso necessario per il rientro a casa degli studenti negli alloggi, ma dall'amministrazione di Sala non hanno mai ricevuto nessuna risposta, nonostante il crescente numero di aggressioni delle quali sono vittime gli studenti.

"Nonostante le segnalazioni e le denunce di questi episodi, anche di recente, non sono arrivate risposte efficaci dal Comune di Milano, per cui abbiamo chiesto all'ateneo di intervenire e per fortuna ci è venuto incontro", ha detto il capogruppo di B.Lab-Unilab Network, Aldo Marcello Corigliano, a Milano Today. La soluzione trovata dall'ateneo, che non può intervenire direttamente sulla minaccia alla sicurezza, è quella di istituire un servizio di accompagnamento a piedi dall'università Bocconi alle residenze e viceversa, con appuntamenti a orari stabiliti (ogni mezz'ora) alle panchine che si incrociano lungo il percorso.

Il servizio è stato attivato per le residenze studendesche situate nelle vie Spadolini, Dubini e Isonzo. È operativo dal lunedì al sabato dalle 18 alle 00.30, per coprire gli orari più a rischio per gli studenti. Quanto accaduto a Davide Giri, studente della Columbia University ucciso a New York, ha fatto alzare il livello di allerta agli universitari di Milano ma non all'amministrazione comunale, cieca davanti alle minacce alla sicurezza della città. "La denuncia degli universitari della Bocconi sull’insicurezza del Parco Ravizza è significativa dell’incapacità del comune di Milano nel trovare soluzioni concrete a problemi reali. Solo a Milano, capitale del crimine in ogni classifica sui reati, un’università può essere costretta a scortare a casa gli studenti. Siamo veramente a un punto di non ritorno", ha commentato Silvia Sardone, consigliere comunale della Lega.

"I fallimenti della sinistra buonista e accogliente solo a parole sono più evidenti che mai. Parco Ravizza è diventato negli ultimi anni l’ennesimo fortino d’illegalità, un’area verde requisita da extracomunitari e balordi così come tante altre in città. Gli studenti avevano più volte segnalato aggressioni e criticità ma da Palazzo Marino nessuna risposta", prosegue Silvia Sardone. Ora, alla luce della presa di posizione dell'università con l'istituzione di un servizio di scorta per gli studenti, l'esponente leghista sostiene che "l'assessore Granelli ha un motivo in più per dimettersi dopo le note e vergognose vicende di capodanno".

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