Botte e abusi alla compagna: in cella

Il pregiudicato 40enne ossessionato dalla vittima. «M i puntò un'arma alla testa»

Luca Fazzo

Brutalità, perversione, arroganza: e anche la eterna incapacità di certi maschi di accettare il rifiuto. C'è tutto questo, nella brutta storia cui mettono fine i carabinieri mandando in carcere il protagonista di una lunga serie di violenze fisiche e morali ai danni della sua compagna. E non è tutto. I precedenti penali dell'uomo, che è pregiudicato per rapina, e la sua disponibilità di armi fanno sospettare che tutto nasca a margine di un contesto di criminalità organizzata: tanto che un giorno di dicembre, mentre è solo in auto, il compagno-padrone viene fatto segno di quattro colpi di pistola. Anche dai legami malavitosi del suo uomo, G. voleva fuggire. E anche per questo la sua vita è divenuta un incubo.

Il 26 gennaio scorso, la vittima trova la forza di rivolgersi ai carabinieri del centro tra Milano e Varese dove vive da sempre. Racconta che dall'estate precedente l'uomo - un quarantenne della zona - ha preteso di andare a vivere con lei per controllarla meglio. Le ha disattivato le pagine sui social, le ha ripulito la rubrica del telefono dai contatti che lo insospettivano, le ha bruciato il cellulare. Ossessionato da infedeltà inesistenti, una notte la trascina in un bosco e le punta la pistola alla testa: «Adesso ti ammazzo, sei una p....»: e lei deve inventarsi di aspettare un figlio da lui per evitare che tiri il grilletto. Un giorno per costringerla ad aprire la porta di casa le rapisce il cane e minaccia di strozzarlo. Le manda raffiche di messaggi: «O stai con me o ti ammazzo. Tu pensi di essere furba e di farla a me». E quando lei minaccia di denunciarlo, ecco la promessa: «Se tu pensi di fottermi con i carabinieri faccio un anno e mezzo dentro e poi ti ammazzo...Mica come mia moglie che ci ho fatto quattro figli e non l'ho ammazzata». In mezzo, stupri ripetuti. Fino alla sera in cui la porta in una zona di trans e le ordina di avere un rapporto con uno di loro. Lui vuole guardare. G. si rifiuta e lui la prende a sberle: «Una donna deve accontentare sempre il proprio uomo». Ma gli interessano anche i quattrini: in gennaio le promette che sparirà, gli bastano cinquemila euro. Lei va in banca, fa quattro circolari, glieli dà. E lui, ovviamente, non sparisce.

Il 20 febbraio la Procura chiede la cattura per stupro, stalking e maltrattamenti, il giudice Guido Salvini accoglie la richiesta: «Il continuo consumo e abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti da parte dell'indagato - scrive il giudice - rende quest'ultimo un soggetto altamente instabile ed imprevedibile, incapace di trattenere i propri impulsi violenti ed aggressivi».

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