Il buon cinema è in festa

Gli artisti in cartellone sono da rassegna jazz (e dintorni) di prim'ordine. La location, un outlet, quello imponente di Serravalle Scrivia (all'uscita dell'autostrada Milano-Genova), quantomeno insolita. Il risultato è «Serravalle outlet in jazz», l'happening fortissimamente voluto dalla McArthurGlenn, società proprietaria del mega centro commerciale alessandrino, assurto a punto di riferimento della musica live d’agosto del Nord Italia. Archiviata (ieri sera) l'apertura in grande stile coi redivivi Manhattan Transfer, oggi (ore 21) è la volta di Tullio De Piscopo (nella foto), irriducibile stakanovista di tamburi e percussioni: «Il jazz è la mia passione, ma amo sperimentare. Ho appena realizzato un disco strumentale che s'intitola Tango para mi suerte nel quale mi confronto con una percussione dello Sri Lanka. Intanto, giro le piazze d'Italia con il mio sestetto». Folta la pattuglia italiana durante i 12 giorni di concerti, tutti rigorosamente a ingresso gratuito. Menzione speciale per il sestetto del trombettista piemontese Fabrizio Bosso, uno dei fiori all'occhiello della scena jazz tricolore versione export (sabato 8); il cantante Mario Biondi, profonda voce soul e rhythm and blues dalle venature black, invidiata anche Oltreoceano (lunedì 10); e per i Quintorigo, versatile ensemble dedito da tempo ad una singolare esplorazione al cuore della musica, che ultimamente ha deciso di confrontarsi con il repertorio di un gigante del jazz del calibro di Charles Mingus (domenica 16). Di rango il cast internazionale, a cominciare dell'intramontabile Billy Cobham, nell'immaginario collettivo «il» batterista del jazz fusion (martedì 11). Da qualche anno, il musicista panamense ha realizzato un sogno: riunire attorno a sé un gruppo che fosse un po' la sintesi di tutte le sue esperienze, in bilico tra fusion e incursioni in territori più etnici. Intriga, e non poco, la performance (giovedì 13) dell'orchestra del pianista-tastierista brasiliano Eumir Deodato che, dopo aver contribuito a portare in auge quell'intrigante mix di jazz, pop e bossanova, anticipatore della lounge music, si è in seguito imposto negli Stati Uniti, la sua patria d'adozione, come arrangiatore-compositore-produttore eclettico e di straordinario successo. Non vi basta? Venerdì 14 palco aperto al virtuoso della tromba made in Usa Stanley Jordan e il sabato di Ferragosto alla band del cantante-sassofonista britannico Ray Gelato, meglio noto come «re dello swing» (www.serravalle.mcarthurglenn.it).

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