Quel paragone tra Carola e Gandhi: il candidato di sinistra imbarazza il Pd

Carola Rackete, che speronò la motovedetta della guardia di finanza, per Michele Foggetta è come Rosa Parks, Martin Luther King e Gandhi

Quel paragone tra Carola e Gandhi: il candidato di sinistra imbarazza il Pd

Il candidato sindaco per il centrosinistra a Sesto San Giovanni è nuovamente al centro dell'attenzione. Non per il ballottaggio che domenica prossima lo vedrà contrapposto al sindaco uscente Roberto Di Stefano ma perché, sfogliando nei suoi post del passato, sono emersi altri post discutibili in merito alle sue posizioni, più vicine a quelle dei centri sociali che alla sinistra moderata e democratica che dovrebbe rappresentare. Già in altre occasioni, Michele Foggetta (esponente di Sinistra italiana) ha messo in imbarazzo i suoi alleati per dichiarazioni improponibili contro Israele ma anche contro le forze dell'ordine, i cattolici e gli attentati islamici. In ultimo, dal suo recente passato (era il 2019) ecco i post che supportano le ong e l'immigrazione clandestina.

Nei giorni in cui Carola Rackete forzava il blocco navale e speronava le motovedette della guardia di finanza, Massimo Foggetta paragonava il comandante della nave Sea watch a personaggi come Gandhi, Rosa Parks, Nelson Mandela e Martin Luther King. Paragoni fondati su parallelismi illogici e fuori da ciò che il buon senso comune suggerirebbe. Carola Rackete, nel 2019, ha deliberatamente ignorato l'alt delle navi militari italiane che avevano l'ordine di impedire l'ingresso in porto della nave carica di migranti irregolari e ha effettuato comunque l'accostamento al molo della Sea Watch mettendo in pericolo la motovedetta della guardia di finanza, che in quel momento occupava lo spazio tra la nave della ong e la banchina, colpendola. Difficile vedere dei punti di contatto tra la sua azione e le proteste pacifiche dei personaggi indicati da Michele Foggetta.

Ma c'è di più, perché diversi mesi dopo, a novembre di quello stesso anno, ringraziava Mediterranea rescue, un'altra ong impegnata nel Mediterraneo centrale, che aveva organizzato un evento di raccolta fondi nel comune di Sesto San Giovanni.

Il sindaco Di Stefano criticò l'iniziativa che si svolse all'interno dell'oratorio, luogo non consono per iniziative politiche, tanto più se sostenute da una persona, Luca Casarini, ai tempi indagata per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Le parole del sindaco innescarono la denuncia da parte di Casarini, al quale in seguito il tribunale diede torto nella querelle con Di Stefano.

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