La Carta regionale dei servizi da settembre sarà sostituita

In 10 anni il sistema è costato circa un miliardo e mezzo, ma è ancora poco utilizzato

La Carta regionale dei servizi da settembre sarà sostituita

Entro due anni la carta regionale dei servizi sarà un ricordo. A partire da settembre le tessere in scadenza verranno sostituite con la carta nazionale dei servizi, l'omologo nazionale della card lombarda. Lo hanno riferito ieri mattina in commissione Bilancio al Pirellone i vertici di Lombardia Informatica, interrogati sulla questione dai consiglieri del Pd. E il consigliere Luca Gaffuri è subito partito all'attacco, annunciando un'interrogazione all'assessore competente, Massimo Garavaglia. «La carta regionale dei servizi - critica - è stato un progetto della giunta Formigoni costoso e ambizioso ed ora non sappiamo bene che fine farà. Dopo essere costata ai lombardi un miliardo e mezzo di euro in dieci anni, ora la Crs potrebbe finire in nulla, con buona pace delle tasche del contribuente».

Al momento la carta «è ancora utilizzata pochissimo dai cittadini per accedere ai servizi della pubblica amministrazione - sostiene - ma è invece abbastanza utilizzata come abbonamento del treno e dei mezzi pubblici e come carta sconto carburante nelle zone di frontiera con la Svizzera». Domanda dunque all'assessore «qual è il costo di questa operazione, che fine farà l'imponente sistema informatico che sta dietro alla carta e se la nuova tesserina nazionale gestirà i servizi attualmente abilitati su quella regionale».

E sempre a proposito di Lombardia Informatica, i consiglieri di opposizione nel corso della commissione hanno chiesto formalmente che la giunta regionale inviti la controllata a sospendere la cessione del ramo d'azienda relativo all'assistenza, o a parte di essa. La cessione del servizio, che coinvolge una cinquantina di dipendenti della controllata regionale, dovrebbe avvenire in due diversi passaggi, il primo dei quali - la cessione a una newco interamente controllata da Lombardia Informatica - entro la fine di maggio, dunque entro domani. Pd e Movimento 5 Stelle hanno, accogliendo le ragioni dei rappresentanti sindacali che si sono detti pronti ad assumere le decisioni del caso, fino all'impugnativa, se non ci sarà un'interlocuzione con l'azienda sulla cessione, hanno deciso di chiedere alla giunta una moratoria.

Il controllo sui cantieri e le grandi opere infrastrutturali per Expo saranno tra le attività prevalenti del dipartimento milanese di Arpa. Lo ha assicurato Franco Olivieri, direttore del dipartimento Arpa Milano, in occasione della presentazione del report delle attività del 2012 e della pianificazione per il 2013. «Nel 2013 - ha detto - ci sarà un focus sulle acque sia a livello regionale che territoriale ma l'attività prevalente sarà anche relativa ai cantieri legati a Expo e alle infrastrutture».

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