«CasaPound? Non siamo mostri Più politiche per la famiglia»

La candidata nella lista Mardegan risponde alle polemiche

Angela De Rosa, esponente di «CasaPound» candidata con «Noi per Milano», siete al centro delle polemiche.

«Per la prima volta ci candidiamo e faccio fatica a capire come Stefano Parisi pensi di poter dare delle patenti, quando sono alleati col peggio che si possa trovare a Milano, con chi a Roma è alleato con Renzi».

A chi si riferisce?

«Faccio riferimento a chi è vicino ad Alfano».

Il peggio? Cosa rimprovera a Maurizio Lupi per esempio?

«Hanno già amministrato e non hanno saputo fare politiche giuste, penso alle periferie trascurate da tutti, dove vengono pagate le tasse ma non viene riconosciuto il diritto alla casa. E chi avrebbe potuto creare un fronte nuovo, sovranista e identitario, ha scelto di stare col sistema che diceva di voler combattere. E parlo di Matteo Salvini».

La Lega è sempre stata con il centrodestra.

«Sembrava volesse fare un salto di qualità».

Ma il vostro candidato sindaco, Nicolò Mardegan, viene da Ncd.

«Ha avuto il coraggio di uscire da una logica di partiti tradizionali»

Lei da dove viene?

«Da An, poi Pdl, sono stata candidata sindaco due volte a Novate, la seconda con CasaPound, siamo arrivati al 2,5 per cento».

Sala è stato accusato di avervi legittimato. La cosa ve lo rende più simpatico?

«Ha solo detto una cosa di buon senso, dopo di che non si sposta il nostro atteggiamento per lui».

Ma CasaPound viene definito un movimento neofascista. Lo è ?

«Definizione non pertinente. Non pensiamo di essere neo fascisti, ma ci sono alcune politiche di quel periodo che avrebbero ragione di essere e risolverebbero alcuni problemi»

E quali sarebbero?

«Si parla di bassa natalità. Se ci sono i soldi, mettiamo gli italiani in condizione di poter fare figli».

Lei come definisce CasaPound?

«Candida persone perbene, imprenditori, studenti, un mondo vario che non ha a che vedere col mostro il prima pagina che vuole creare qualcuno. È razzismo al contrario. È un'associazione di promozione sociale, che si ispira ad alcune politiche legate al periodo fascista, come la pensione, il diritto alla casa».

Istituti previsti in tutti gli stati sociali. Voi riconoscete le istituzioni democratiche e repubblicane?

«Certo, altrimenti non ci presenteremmo alla elezioni. Siamo gli unici a sottolineare quanto sia disapplicata la Costituzione nelle parti sociali».

Lei cosa pensa del 25 aprile e per esempio di chi sfila con la Brigata ebraica?

«Ognuno sfila come e dove meglio crede. Io non condivido niente di quella piazza. Il 25 aprile per rappresentare tutti deve essere patrimonio di tutti. Ma non siamo noi i cattivi».

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