«Case Aler agli italiani» Via libera alla riforma

Il governatore lombardo d'accordo con la proposta di Bulbarelli che introduce come requisito minimo la residenza da dieci anni

«Case Aler agli italiani» Via libera alla riforma

«È una decisione che condivido». C'è anche il via libera del governatore Roberto Maroni alla proposta dell'assessore alla Casa e Housing sociale Paola Bulbarelli che nella legge di riforma dell'Aler vuole inserire il requisito di un minimo di dieci anni di residenza per entrare nelle graduatorie che assegnano le case popolari. Una scelta destinata a scatenare polemiche e reazioni contrarie, anche se la Bulbarelli conferma di essere pronta a discutere con i firmatari del Patto per la casa, sindacati, associazioni di categoria, Anci, Ance, Comune e tutte le forze politiche.

Ieri dopo una giunta in cui si è parlato di casa e di contributi per le famiglie in difficoltà, l'appoggio di Maroni alla proposta. «In questo momento di grave crisi - spiega la Bulbarelli - la casa va data prima agli italiani». Non una scelta razzista, assicura l'assessore: «Quelle case sono state costruite con i contributi Gescal presi dalle buste paga degli italiani e adesso che gli italiani sono in difficoltà è giusto privilegiare le loro famiglie». Per cercare di mettere un argine alla morosità record, invece, la Bulbarelli chiede di legare la stipula dei contratti alla firma dei moduli Rid con il prelievo diretto dei canoni dai conti corrente. Esenzioni, invece, dal pagamento degli affitti per over 65 in gravi difficoltà economiche e forti sconti per chi è in regola con i pagamenti.

Contrario il Movimento 5 stelle che parla di «riforma molto annacquata e fortemente penalizzante per la popolazione Erp». Per la consigliera Iolanda Nanni, membro della commissione di inchiesta Aler, introdurre i dieci anni di residenza significherebbe «tagliare fuori l'80 per cento delle fasce deboli che hanno un urgente fabbisogno abitativo e così creare sacche di popolazione “fantasma” destinate a restare ai margini della società e a rischio di essere dati in pasto alla criminalità organizzata che, sulla disperazione delle persone, fa lucrosi affari». Con la conseguenza di un «incremento esponenziale delle occupazioni abusive».

Ieri la giunta ha stanziato di 20 milioni di euro per aiutare le famiglie in situazione di morosità incolpevole. Agli inquilini in affitto sul libero mercato andranno 8,1 milioni di euro (di cui 4 a Milano) per il mantenimento dell'abitazione in locazione, altri 4 milioni ai titolari di contratti a canone moderato e concordato in alloggi di proprietà di Aler e Comuni a fabbisogno abitativo critico e 8 milioni di euro per «il reperimento di alloggi da affittare a canone concordato con rinegoziazione e stipula di nuovi contratti a canone inferiore».

Per Maroni «la morosità colpevole e l'occupazione abusiva qui non hanno cittadinanza: abbiamo già condiviso con il prefetto delle misure per sgomberare gli alloggi Aler con interventi che cominceranno nei prossimi giorni».

Commenti