Case popolari alle vittime di violenza

Case popolari alle vittime di violenza

Le donne vittime di violenza e maltrattamenti avranno un accesso preferenziale agli alloggi popolari. E un aiuto per pagare l'affitto. Questo uno degli obbiettivi che si è prefissata Paola Bulbarelli, assessore regionale alle Pari opportunità, per i suoi primi cento giorni di lavoro. Ben consapevole che una donna vittima di percosse o abusi in casa, come primo passo per stare bene deve ritrovare la sua indipendenza. A questo scopo la Regione Lombardia prevede una riduzione, se non addirittura l'eliminazione, dell'Irap alle aziende che assumono le donne.
Non solo. La Regione si p impegnata anche a sbloccare quel milione di euro che il Governo ha previsto per il 2012 ma che non è ancora stato stanziato. In aggiunta ci sarà il milione di euro di risorse previsto per quest'anno. Linfa vitale per portare avanti le iniziative a sostegno delle donne vittime di violenza e per salvare i bambini che subiscono abusi (già 14 nei primi tre medi dell'anno). I casi di violenza registrati alla clinica Mangiagalli ammontano 150 e si attestano sui 600 all'anno. «Negli ultimi anni ci sono più denunce rispetto al passato, ma il sommerso è ancora alto - denuncia Alessandra Kustermann, responsabile del centro anti violenza - Inoltre c'è una recrudescenza nei maltrattamenti domestici da parte dei mariti a causa della crisi» che, spesso, acuisce le tensioni in famiglia. Le donne uccise dal partner «in Europa stanno diminuendo ma in Italia no» e questo è segno della «mancanza di attenzione» sul fenomeno. La cronaca degli ultimi giorni conferma la gravità della situazione: a Vimercate un uomo di 37 anni ha abusato della figlia di 11 anni. E un uomo di 42 anni è stato arrestato dai carabinieri a San Giuliano Milanese per aver sequestrato e violentato la ex fidanzata.
Il magistrato milanese Fabio Roia chiede di istituire una commissione ad hoc per approfondire i dati sulle violenze a sfondo sessuale e sostiene l'assoluta necessità di «prendere in carico» l'autore della violenza. Sono parecchi infatti i casi in cui l'uomo che ha commesso un abuso ripeta o peggiori il suo atto. E poi c'è la piaga, atroce, delle violenze sui bambini. La Kustermann, che si trova a fare i conti con una diminuzione degli psicologi, chiede che venga istituito un servizio di «pronto soccorso psicologico» 24 ore su 24. In questo modo si potrebbe rispondere in tempo reale a tutte le richieste della Lombardia. Senza tirare una coperta che risulta sempre troppo corta. Dal 2012, per obbligo di legge, in caso di sospetto di abusi, gli interrogatori ai bambini sono diventati «audizioni protette» e vanno fatte assieme a uno psicologo. Avere personale esperto a disposizione su tutto il territorio servirebbe a velocizzare i tempi e a ridurre al minimo il trauma per i minori.
L'assessore alla Salute Mario Mantovani ha garantito che invierà una circolare a tutte le Asl perché si provveda allo schieramento di psicologi. I temi su cui lavorare sono tanti e servono risorse: la Kustermann e il suo staff sono all'opera per provvedere al recupero dei carcerati, alla prevenzione nelle scuole contro le violenze, alla lotta contro il mobbing a sfondo sessuale in ufficio e contro il fenomeno del «neonato shakerato», vittima delle scosse eccessive.

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