Code ai market e controlli come in tempo di guerra

Ingressi contingentati in negozi e superstore. Pattuglie alle porte della città: 35 denunciati

Tutti in fila per fare la spesa

Code, lunghe anche un centinaio di metri, dall'Esselunga, alla Coop, dalla Conad a Lidl, ovunque. Punteggiano una Milano quasi deserta, con una fotografia che fa venire i brividi e un po' ricorda, per chi l'ha vissuta, la corsa al cibo in tempo di guerra. Ma non c'è ressa, non c'è calca. Chi deve fare la spesa sta tranquillamente in fila, mentendo le distanza come ormai ripetono tutti in un mantra che è l'unico modo per venire fuori da questo guaio enorme. Il giorno dopo la decisione di «chiudere» tutta Italia e in attesa di sapere se in Lombardia ci saranno ulteriori restrizioni i supermercati non sono pieni però. Le file sono determinate dall'entrata a scaglioni regolata dagli addetti all'ingresso che indossano la mascherina. Non c'è e non ci sarà un'emergenza cibo. Lo ha detto il presidente lombardo Attilio Fontana che però ha anche spiegato ieri che per contenere il contagio il governo deve capire bene cosa sta succedendo in Lombardia: «Abbiamo insistito perché governo valutasse ancora una volta i dati che gli abbiamo mandato - ha sottolineato il governatore lombardo - ma che valutassero altri aspetti fondamentali. Il primo è la lettera dei sindaci cui ho fatto riferimento, il secondo la richiesta presentata da tuti i tre sindacati principali che dichiarano di valutare la possibilità di misure più rigorose e la valutazione di una serie di categorie imprenditoriali che si sono dichiarate favorevoli a stringere le misure ed arrivare anche a una sospensione temporanea di ogni tipo di attività». Comunque vada no ci sarà un'emergenza cibo. Lo spiega la Coldiretti diffondendo i dati Istat sulla produzione industriale a gennaio 2020: «Con l'aumento record del 6,8% della produzione di alimenti e bevande a gennaio ci sono tutte le condizioni per garantire gli approvvigionamenti di mercati, negozi e supermercati dove vanno evitati inutili e pericolosi affollamenti». Quindi non serve fare scorte, non serve svuotare scaffali perchè l'impianto è solido. Ma quella di ieri non è stata solo una giornata di code ma anche di controlli fatti dalle pattuglie sulle vie di ingresso della città ma anche nei paesi dell'hinterland. Sono state 35 le persone denunciate per violazione alle disposizioni previste perl'emergenza coronavirus. In particolare, i carabinieri hanno controllato 773 persone, ricevuto 569 autocertificazioni autocompilate e denunciato 34 persone; la questura 95 veicoli e 139 persone controllate, 128 autocertificazioni acquisite; la Polstrada ha controllato 106 persone, una persona denunciata. Il 60% delle persone controllate, oltre ad aver compilato l'autocertificazione, ha prodotto spontaneamente all'atto del controllo dei documenti che giustificavano la necessità di doversi spostare, rientrando così nella categoria delle persone autorizzate. I controlli continueranno su tutto il territorio fino a cessata emergenza. E continueranno anche i controlli per verificare il rispetto dell'orario di chiusura di bar e ristoranti che dalle 18 devono abbassare le saracinesche.

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