"Col panico 50mila i posti a rischio"

Da Gianmarco Senna (presidente commissione Attività produttive di Regione Lombardia) mozione per cassa integrazione, blocco dei mutui e stop alle imposte

"Col panico 50mila i posti a rischio"

«Come Regione e come Lega stiamo lottando perché il virus non faccia molte più vittime di quelle che appaiono dai bollettini sanitari. Solo nel comparto food a Milano sono a rischio 50mila posti di lavoro. Importantissimi, perché legati al turismo, all'accoglienza, al vivere quotidiano insomma. E se il governo, per sua superficialità, ha preferito non vedere, tirare diritto e bollarci come razzisti, adesso dobbiamo mettere in atto tutto quel che è possibile per arginare una situazione già compromessa dalla crisi economica».

Ieri pomeriggio il confronto più impegnativo del leghista Gianmarco Senna, 49enne presidente della commissione Attività produttive di Regione Lombardia, non è stato quello con il «suo» leader, il leghista Matteo Salvini, insieme al governatore Attilio Fontana e al deputato Paolo Grimoldi per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Perché se nella riunione del Carroccio si è parlato anche di misure a sostegno delle imprese in questo problematico frangente, solo successivamente, sempre a Palazzo Pirelli, Senna ha dovuto misurarsi direttamente con le richieste e le preoccupazioni dei commercianti. Chiaramente in fibrillazione per le riduzioni imposte dall'emergenza sanitaria sugli orari di chiusura dei locali e dal «clima» surreale di fuggi fuggi da quella socialità (che sia il sindaco che il prefetto hanno consigliato ai milanesi di ridurre) linfa vitale di tutte le attività produttive sulle quali tutto questo rischia di avere un impatto economico altissimo.

Senna sciorina dati impressionanti. «Nel mondo della somministrazione (10mila attività solo in città), dal minuscolo bar al ristorante stellato, si parla di cali che vanno dal 30 al 70 per cento, compresi i delivery. E siamo solo all'inizio di questa emergenza sanitaria», spiega Senna mentre anticipa che già questa mattina presenterà in consiglio regionale una mozione per chiedere a Roma di far partire una serie di misure e offrire così sollievo alle imprese. Quindi cassa integrazione anche per le attività con un minimo di sei dipendenti, sospensione del pagamento delle imposte, blocco dei mutui.

Anche in una situazione così ostica e particolare, il messaggio del presidente della commissione resta comunque positivo. «I nostri ristoratori rappresentano un'eccellenza mondiale anche a livello di condizioni sanitarie e per questo, come Regione e Lega, siamo consapevoli che è giusto incalzare il governo affinché si adoperi per loro. Tuttavia esorto a non reagire con panico ingiustificato anche chi, lo comprendo, avrebbe bisogno di risposte immediate. Viviamo in una società fragile e i danni creati da una globalizzazione tanto rapida quanto totalizzante si fanno sentire».

E per questo aggiunge che «le scelte recessive di questo governo in materia economica penalizzano ulteriormente i commercianti già colpiti dall'aggravamento di una congiuntura sanitaria tanto atipica. I dati macroeconomici e delle produzioni sono in calo da mesi e per questo chiediamo a Roma di fare quello che finora non ha fatto: avere a cuore le imprese. E attivarsi per supportare quegli imprenditori che tengono su il Paese. Parliamo di centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio e che, con il turismo in continua crescita, non potrebbero che avvitare una situazione già di per sé complessa». E conclude: «Nonostante i ritardi di questo governo, il monitoraggio delle criticità è forte ed è stato messo in atto tutto quel che serve per arginare una situazione così problematica, reagire, ragionare e tornare alla normalità».