Il Comune minaccia multe ma arrivano altre 5 sale slot

Le sale giochi vecchio stile (per intendersi, quelle con i videogame o i tavoli da biliardo) hanno perso appeal, sono 26 e negli ultimi 5 anni nessuno ha bussato al Comune per un nuovo permesso. Spazzate via da videolottery e slot machine. In città si contano ormai 131 «sale pubbliche da gioco» con un totale 1.223 postazioni, mentre sparse tra 1.770 bar o tabaccherie ci sono 6.257 macchinette mangiasoldi. La nuova legge contro le ludopatie votata dal consiglio regionale lo scorso 29 gennaio dovrebbe aver segnato una svolta, dato che vieta nuove aperture di sale slot entro 500 metri dai luoghi sensibili, vedi scuole, chiese, ospedali, oratori, impianti sportivi. Con l'ok al Regolamento edilizio (in discussione anche oggi) il Comune adotterà la norma alzando ulteriori paletti. Il direttore del Settore Commercio Roberto Munarin ha ammesso ieri davanti ai consiglieri riuniti in Commissione per ragionare sull'emergenza del gioco d'azzardo che teoricamente, stando ai divieti regionali, «non c'è luogo della città dove possano esserci nuove aperture». Teoricamente. Perchè la realtà è ancora diversa. Anche dopo il 29 gennaio, una nuova sala è già operativa e altre 4 stanno per aprire, tra queste c'è il caso eclatante della sala in corso Garibaldi, in faccia alla basilica di San Simpliciano. «Se si limitassero alle scommesse su partite di calcio o corsa di cavalli, sarebbero lecite» precisa il dirigente. Ma anche se faranno girare non stop le famose «macchine mangiasoldi», si capisce che il Comune avr ancora le mani legate, o quasi. Non tanto con le macchinette presenti negli esercizi pubblici. «Il monopolio deve inviarci ogni mese l'elenco degli impianti - spiega - basterà metterli a confronto con i vecchi e il monitoraggio potrà essere costante». Se non rispondono alle norme «scattano multe da 6mila a 15mila euro, con i sigilli alla macchinetta in caso di recidiva. Ci prepariamo a sanzionare duramente». Ma in questo caso non servono licenze, non si apre un contenzioso (anche) nei confronti di altre autorità, oltre che dei titolari. Per le sale scommesse invece la questura continua a rilasciare regolari licenze. E la circolare del Ministero dell'Interno chiarisce i dubbi sollevati da Milano e Lodi evidenziando che compito dei questori è attenersi alla presenza o meno di problemi di ordine pubblico e sicurezza. Non è compito della polizia entrare nel merito delle leggi regionali o locali o farle rispettare, ma solo informare gli interessati «anche attraverso esplicita avvertenza in calce alla licenza». «Noi potremo agire con multe e sanzioni accessorie ma sono a rischio ricorsi - avverte il dirigente -. La questura dovrebbe chiedere l'autocertificazione sul rispetto delle norme». Per far fronte al fenomeno attacca il consigliere di Fdi Riccardo De Corato «va istituita una task force per i controlli, il Comune non sta ancora affrontando seriamente il problema». Per il consigliere Pd Alessandro Giungi invece «il Regolamento edilizio che approveremo ci darà finalmente modo per opporsi a tale invasione».

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