"Continuate a resistere. E nel fine settimana i contagi rallenteranno"

La Regione Lombardia invita tutti a rimanere in casa. L'assessore Gallera: "Serve rigore ma è la strada giusta"

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, inizia la quotidiana diretta Facebook per fare il punto dell'emergenza coronavirus e, rispetto ai giorni passati, ha l'aria leggermente più rilassata. Forse è riuscito a dormire, cosa non scontata di questi tempi in cui la sanità lombarda è davvero un trincea di guerra contro un nemico ostinato e invisibile. «Il dato positivo è che la gente sta rimanendo a casa- spiega subito-. Ricordo a tutti di continuare in questo sforzo che, speriamo entro la fine della settimana, ci consenta di non vedere più la linea dei casi crescere. Ma piuttosto di rallentare o diminuire». Resistere dunque. Resistere davvero per cercare di tenere a bada un virus che sta cambiando la vita di tutti. «Questo però- sottolinea l'assessore - non vuole dire che da lunedì torneremo a fare la cose di prima, a ritrovarci nei pub e dandoci a quella socialità frenetica a cui vogliamo tornare e che è caratteristica di questo territorio. Ma dobbiamo continuare su questa strada di rigore per un po' di tempo, perchè il rallentamento diventi discesa e la discesa diventi soffocamento del virus. Aspettiamo la fine della settimana per vedere dei risultati». Siamo in piena guerra. Ancora tutta da combattere anche perchè i dati non autorizzano grandi entusiasmi. Anzi. Il bollettino spiega che in Lombardia ci sono 14.649 persone positive al coronavirus e 1.420 deceduti, 202 in più rispetto a ieri: «I dati sono un po' scomposti- precisa Gallera- Alcuni crescono molto, altri meno. I positivi sono 1.377 in più, un dato inferiore a quello di ieri, in linea con quello degli altri giorni, mentre il dato dei ricoverati è molto alto, sono 1.273 in più di ieri. Ovviamente la situazione più complicata resta quella della terapia intensiva dove sono ricoverate 823 persone, 66 in più rispetto a ieri. Un risultato ancora contenuto, su una popolazione di oltre 3 milioni».

La parola d'ordine comunque, oltre a quel «restate a casa» che viene ripetuto come un mantra, è quella di proteggere Milano dove i contagi ufficiali sono 813 ( erano 711), perchè se i dovessero crescere a dismisura diventerebbe tutto terribilmente complicato. In provincia, invece, si è arrivati a 1.983 casi mentre preoccupa non poco la città di Brescia che batte Bergamo nel primato, certo non lusinghiero, dei nuovi contagiati con un aumento di 445 in un solo giorno. Sono «solo» 42 infine nuovi casi nel Lodigiano «a conferma - ha aggiunto l'assessore lombardo- che la strada intrapresa del contenimento è stata giusta». E in questa direzione va l'invito della Regione alle aziende che stanno lavorando a garantire tutte le misure anticontagio e, qualora non fosse possibile, a chiudere: «É un sacrificio necessario- spiega gallera- per ottenere un risultato estremamente importante successivamente». Poi un nuovo appello rivolto ai medici pensionati a tornare in servizio: «Ve lo chiedo col cuore - dice l'assessore- abbiamo bisogno della vostra esperienza. Abbiamo ottenuto con il decreto di queste ore che le persone possano essere assunte con un riconoscimento economico pari a quello che avevano quando erano in servizio, senza aprire neanche la partita Iva, che era uno scoglio. Viene eliminato un ostacolo burocratico. Il mio è un richiamo a queste persone che hanno una straordinaria competenza ed esperienza importante e che possono essere fondamentali per gestire l'emergenza».

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Commenti

Junger

Mar, 17/03/2020 - 16:10

Devono isolare ermeticamente i focolai della provincia di Bergamo e Brescia come è stato fatto a Codogno invece di fare proclami. Banche e trasporti pubblici funzionano regolarmente cosi come moltissime attività produttive nelle valli bergamasche. Non si può usare la stessa ratio per situazioni epidemiologiche completamente diverse.