Il coperto al ristorante? Fino a 6,5 euro

Il Comune aveva promesso di eliminarlo, ma a cento giorni dall'evento l'odioso tributo è ancora applicato

Più di un anno fa, a settembre del 2013, l'assessore al Commercio del Comune Franco D'Alfonso aveva detto: «Il nostro obiettivo per il 2015 è quello di eliminare la piccola sorpresa del coperto per locali e ristoranti. È una delle cose che dà più fastidio ai turisti stranieri ed esiste solo in Italia». D'Alfonso aveva inoltre sottolineato che «quando ci si siede al tavolo è giusto che l'importo da pagare sia chiaro. Il nostro obiettivo per Expo è di eliminare la piccola sorpresa del coperto. Anche perché oggi già una buona metà dei ristoratori non lo applica». Promesse da marinaio.

Siamo infatti nel 2015 ma tutto è rimasto come prima. Lo abbiamo accertato girando per vari ristoranti della città. Il prezzo del coperto è sempre lì, in bella mostra. Ormai mancano solo poco più di tre mesi all'Expo e ci immaginiamo le domande che si faranno i turisti stranieri quando verrà presentato loro il conto. Was ist das ? diranno i tedeschi, What's this? (gli inglesi), qu'est-ce que c'est ça ? (i francesi), Zhè shì shénme ? ( i cinesi). In buona sostanza si chiederanno che cos'è questo coperto? I camerieri spiegheranno che è il costo del vettovagliamento. Difficile da spiegare. Così abbiamo indossato i panni di un normale turista che quando visita una città all'ora di pranzo consulta i menù esposti dinanzi ai vari ristoranti. Soprattutto in centro città e in due aree della movida: corso Como e i Navigli.

In Galleria per esempio al Biffi e al Sì , che è di fronte, il coperto è di 6,5 euro mentre al Savini si pagano 6 euro. C'è però anche chi come al Salotto e al Galleria il coperto non lo fa pagare ( Cover charge and taxes included ). Allargando la nostra indagine abbiamo accertato che al Ristorante del Drago in via Agnello costa 1,50 che diventano 2,50 di sera e nei festivi. Anche al Martini in via dei Mercanti ci sono due valori: 50 centesimi che di sera diventano 2,50 euro. Al Charleston , in piazza Liberty, costa 3,90 euro mentre al Santa Lucia è a 4.50 euro. La Rinascente non è da meno e da Obicà , con vista Duomo, il coperto costa 2,50 euro Da Farinella in Piazza Cairoli, a due passi dall'Expo Gate, si parla di servizio che costa il 10% (feriale diurno) e il 15% (serale, festivi e prefestivi). In zona corso Como alla Cucina delle Langhe il coperto è di 3 euro, All' Isola di 2,5 euro e al Virgin a pranzo non c'è mentre a cena costa 3 euro. Da Eataly , che si picca di essere una realtà innovativa, il coperto si paga e ciò fa specie. Viene spiegato che il «pane di Eataly cotto nel forno a legna della nostra panetteria e il servizio costano 1 euro». Sia al ristorante della Carne, che a quello del Pesce, come a quello delle Verdure, della Pasta e della Pizza non cambia niente. Dallo stellato Alice invece si sale a 3 euro.

In un'altra area della città, i Navigli, le cose sostanzialmente non cambiano. Al 4B in via Casale coperto e focaccia costano 1,50 euro mentre al Gnocco Fritto il coperto, e gnocco fritto a volontà, costano 4,50 euro. Alla Trattoria Milanese in viale Gorizia pane e coperto costano 2,50 euro e si spiega che iva e servizio sono inclusi. Al Brellin in vicolo dei Lavandai costa 3 euro. Spiega il presidente dell'Epam, Lino Stoppani, ch «è l'applicazione del costo del tovagliato che è un costo certo». «C'è chi lo considera separato – aggiunge Stoppani- e chi, quando lo toglie, lo ripartisce sulle portate». Ed a proposito del fatto che nel Lazio il coperto non c'è a seguito di una legge regionale Stoppani spiega che «è offensivo legiferare su un aspetto che non è né un furto né una frode perché è un costo certo». Comunque, conclude Stoppani, «è anche vero che noi, come associazione, dovremmo fare riflessioni in merito». Certo, mancano poco più di 100 giorni all'Expo e vediamo se questa volta l'assessore D'Alfonso passerà dalle parole ai fatti. Non c'è molto tempo a disposizione per dare ai turisti che verranno per l'Expo l'immagine di una città al passo con i tempi.