Dagli anni '70 gli ex quattro ragazzi di Milano capitanati da Bruno Castiglia

Nostalgia canaglia. Questo il sentimento che sorge spontaneo a leggere la proposta live del sabato sera targato Spirit de Milan, il nuovo locale di via Bovisasca che ha riaprendo le porte delle Cristallerie Livellara della Bovisa prova a far conoscere e, perché no, rivivere le atmosfere della Milano di una volta. Anche quella, indimenticata e indimenticabile, della stagione beat.

Al limite del superfluo sottolineare il gran contributo di Milano e dei «suoi» gruppi alla causa beat. Qualche nome? I Camaleonti, I Dik Dik (che in seguito avrebbero preso sotto la propria ala protettiva Lucio Battisti...), I Giganti del primo Demetrio Stratos.

In seconda linea, tra i gruppi di nicchia, non altrettanto celebrati, c'erano anche loro, I Bisonti, in concerto stasera (dalle ore 20, ingresso libero) per la serata «Bandiera gialla», un happening all'insegna dell'inevitabile revival. Agli esordi erano quattro giovanissimi ragazzi di Milano, inizialmente si chiamavano «Bruno Castiglia e I Bisonti» dal nome del vocalist e leader del gruppo, e la formazione base annoverava come altri componenti il chitarrista Fulvio Carotti, il bassista Paolo Cocchi, il batterista Gianni Calabria e il tastierista Paolo Pasolini (in seguito ordinato sacerdote!). Di una carriera proseguita fra innumerevoli «stop and go» fino a giorni nostri (ma i patiti del beat ci ricordano che il periodo d'oro di Castiglia & C. è da concentrarsi tra il '65 e il 1970), spiccano due canzoni su tutte, entrambi incise per l'etichetta indie milanese City Records. Una cover eccellente - il pane quotidiano per le formazioni dell'epoca - come «La casa del sole», versione italiana di «The House of the Rising Sun» degli Animals, il complesso inglese capitanato da Eric Burdon che a sua volta l'aveva trovata attingendo alla tradizione degli spiritual; e una hit (o quasi), «Crudele», che li ha resi riconoscibili e famosi nella cerchia dei fan beat, grazie al suo incedere marcatamente rockeggiante per altro in contrasto con un repertorio in genere più orecchiabile e ballabile. Uscito nel 1967, il singolo, tuttora inserito in diverse compilation beat, suona ancora oggi godibile, anche grazie a un arrangiamento innovativo rispetto a quanto si ascoltava in quel periodo.

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