Il "centro culturale" di Milano: è un edificio occupato da clandestini

La situazione delle periferie di Milano è in continuo peggioramento come dimostrano le condizioni dello stabile in via Novara

Il "centro culturale": è un edificio occupato da clandestini

Sono tanti gli esempi che possono dimostrare lo scarso interesse dell'attuale amministrazione comunale di Milano nei confronti delle periferie della città, sempre più abbandonate. Uno dei più eclatanti è l'edificio dismesso di via Novara 75, oggi ridotto a una discarica abusiva e occupato da immigrati irregolari. Sarebbe dovuto essere al centro di un'operazione di riqualificazione della zona ma a oggi nulla è stato fatto e in questo fazzoletto di città regna l'abbandono. I cittadini sono stanchi di vivere in queste condizioni e nonostante le richieste di intervento non c'è mai stata una vera azione per risolvere la situazione.

"Ho svolto un sopralluogo nell'edificio dismesso di via Novara 75, messo a bando dalla giunta Pisapia nel 2014 e in seguito sponsorizzato con una grande campagna di comunicazione per il progetto 'Mare culturale urbano' che avrebbe dovuto portare arte, cultura, musica in un'area abbandonata della città", ha detto Silvia Sardone. Il consigliere comunale della Lega a Milano, nonché eurodeputato, ha fatto visita alla zona documentando lo stato di assoluto degrado e abbandono in cui versa lo stabile.

"Peccato che si tratti dell'ennesimo fallimento della sinistra perché l'immobile si trova in uno stato di fatiscenza esagerata, tra montagne di rifiuti e topi, oltre a essere occupato stabilmente da decine di clandestini e disperati di ogni nazionalità che entrano ed escono agilmente da diversi accessi", ha detto Silvia Sardone, sottolineando che "gli abusivi si sono creati dei mini-appartamenti con letti, tavoli e fornelletti: una vera e propria favelas di periferia, menomale che per il sindaco Sala erano un'ossessione".

Il consigliere comunale, quindi, attacca: "È palese che Pd e compagni preferiscono lasciare al degrado l'immobile piuttosto che restituirlo alla città, visto che son passati sette anni dai proclami di riqualificazione e nulla si è ancora mosso". Silvia Sardone ha sottolineato "che la sicurezza non sia una priorità per la giunta Sala ormai lo sappiamo benissimo, però i residenti del quartiere meritano quantomeno delle risposte".

La responsabilità del Comune è totale, visto che lo stabile è di sua proprietà ed è necessario intervenire per ristabilire l'ordine e riportare la sicurezza a Milano. Quindi "deve procedere con lo sgombero e con la messa in sicurezza, non ci sono altre scuse. Speriamo che ciò avvenga prima che succeda qualcosa di grave. Viste le frequentazioni dell'edificio nessuno potrebbe stupirsi di nulla...".

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