Doris e quel "Santo con tunica corta"

Amava Milano e contribuiva ai progetti di restauro della Veneranda Fabbrica

Doris e quel "Santo con tunica corta"

Il suo ultimo regalo è stata una raccolta fondi «per le famiglie in difficoltà economica che l'emergenza sanitaria ha reso ancor più fragili». L'annuncio alla tradizionale serata natalizia della Fondazione Mediolanum che, proprio nel momento in cui Ennio Doris stava lasciando questa terra per raggiungere quel cielo nel quale ha sempre creduto, era raccolta in Duomo per festeggiare i vent'anni. O, meglio, i 120mila bambini aiutati «nella massima trasparenza» dell'utilizzo dei fondi raccolti. E a loro destinati dalla creatura dell'instancabile presidente Sara Doris, il cui obiettivo è aiutare 300mila bambini entro il 2030.

Generosità e trasparenza, finanza e carità, anzi umanità, è lo spaccato di una famiglia, a cui vanno aggiunti l'adorata moglie Lina e il figlio Massimo, che affonda e soprattutto ha sempre saputo di dover affondare le radici in una terra antica e saggia come il Veneto. Perché proprio lì a Tombolo erano famosi per il commercio del bestiame e c'erano mercanti e contadini che con uno sguardo capivano se una vacca era sana, con lo stesso sguardo la pesavano senza sbagliare di un chilo e poi con una stretta di mano il contratto era fatto. Finita lì, non serviva altro. La parola prima di tutto.

E allora si capisce perché dove era nato bancario, Doris volesse tornare anche dopo essere diventato grande banchiere: per giocare a carte al bar e continuare a respirare quei valori senza tempo. Perché la sua dignitosa povertà in una famiglia però piena d'amore, lui non l'aveva mai dimenticata e del generoso donare agli altri parte del frutto della proprio fortuna, ha fatto filosofia di vita e stella polare nell'educazione dei figli.

E così l'ultimo nato di casa Doris è proprio la raccolta fondi «Fermiamo la povertà», per distribuire generi alimentari, vestiario e materiale sanitario. Ma anche e forse soprattutto, dare supporto alla didattica dei minori che il Covid ha messo a rischio di abbandono scolastico. Anche questo un caposaldo di quello che pensava il padre fondatore e di quello che hanno imparato i figli dimostrando di saper essere saggi eredi non di soli patrimoni. E così è possibile contribuire fino al 31 dicembre per aiutare 770 bambini e le loro famiglie in tutta Italia, con Fondazione Mediolanum che raddoppierà i primi 60mila euro raccolti. Per farlo ci si può connettere al sito fondazionemediolanum.it o ricorrere al bonifico bancario (Iban IT68C0306234210000000417750) con causale «Donazione per Fermiamo la povertà».

Amava Tombolo, ma anche la Milano che l'aveva accolto. E quel Duomo, del quale aveva recepito l'appello della Veneranda fabbrica dell'amico Fedele Confalonieri per contribuire ai restauri. E, infatti, proprio banca Mediolanum dopo aver partecipato al progetto «Adotta una guglia», era stata la prima a sottoscrivere anche la sfida «Adotta una statua», ottenendo in prestito il Santo con tunica corta di autore ignoto. «Guarda lontano alla ricerca di risposte importanti - aveva detto Doris - Sintesi perfetta del nostro modo di lavorare: un'osservazione continua al mondo che ci spinge ogni giorno a interrogarci sulle migliori soluzioni da proporre ai clienti nella gestione del risparmio, degli investimenti, dei finanziamenti e della protezione delle persone e delle loro famiglie».

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