E per nascondere le sue tasse da record Palazzo Marino dà la colpa alla Moratti

E ci risiamo. La giunta Pisapia ha le mani legate - non può fare nuovi investimenti - per colpa della precedente amministrazione. L'abitudine allo scaricabarile prende sempre più piede tra gli arancioni: se due giorni fa la responsabilità dell'abusivismo nelle case popolari era solo della Regione, ieri l'assessore al Bilancio del Comune Francesca Balzani al Corriere della Sera imputava l'aumento del debito pubblico ai mutui accesi dall'amministrazione precedente. Nonostante il «rosso» di Palazzo Marino sia passato da 4268 milioni di euro del 2011 (ultimo bilancio della giunta Moratti) a 4093 milioni del 2014 (ultimo bilancio della giunta Pisapia), il debito pro capite è passato dai 218 milioni di euro del 2010 a 334 milioni nel 2017.

Il motivo? I mutui accesi nel passato - spiega l'assessore Balzani - iniziano a venire restituiti adesso nella parte corrente, quella che riguarda i servizi e con un tasso di indebitamento così alto da precludere nuovi investimenti. Ma mutui significa investimenti, ristrutturazioni, nuovi musei, telecamere...

«L'assessore Balzani confonde i debiti con gli investimenti - osserva piccato il capogruppo di Forza Italia in Comune Pietro Tatarella - e fa finta di non vedere come la città sia cambiata grazie alle scelte prese quando governavamo, ma a questa Giunta interessa solo tagliare i nastri delle inaugurazioni prendendosi meriti non suoi salvo poi accusarci di avere creato debito». E dire che una pressione fiscale come quella introdotta con il vento del cambiamento non si vedeva da anni: «Nel tentativo di celare una gestione inefficiente, a base di tasse e aumento di spesa improduttiva, Balzani attribuisce alla gestione Moratti il debito storico milanese dal Dopoguerra ad oggi - attacca Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di FI Lombardia - e mette tutto nel calderone, persino la somma degli ammortamenti dei mutui, che sono un doveroso strumento di investimento che tutte le amministrazioni utilizzano per muovere l'economia di una città e creare sviluppo».

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