Esequie separate per volontà delle famiglie. Il sindaco riceve una lettera minatoria

Giornata di lutto cittadino. E un minuto di silenzio. Così ha deciso il sindaco, Giuliano Pisapia, nel giorno dei funerali delle vittime di Mada Kabobo, che si terranno oggi in forma privata. Tre cerimonie funebri, una per ciascuna delle persone uccise dal trentunenne di origine ghanese. Tre volte sarà fatta memoria dell'agghiacciante alba di Niguarda, i colpi di spranga e il piccone, l'inspiegabile violenza, i morti, caduti uno dopo l'altro tra il luogo dell'assalto e l'ospedale.
Alle 11, nella chiesa di San Martino, in piazza Belloveso, si terranno i funerali di Alessandro Carolè, 40 anni, ucciso da Kabobo in un bar a pochi metri di distanza; alle 14,45 nella stessa chiesa sono previste le esequie di Ermanno Masini, il pensionato di 64 anni; contemporaneamente, nella parrocchia della Pentecoste in via Graf, si terrà il funerale di Davide Carella, 21 anni. Saranno presenti Pisapia e rappresentanti del Comune, così come anche della Regione.
Il clima non è lieve. Ad appesantirlo le minacce di morte ricevute da Pisapia e che il Comune ha immediatamente trasmesso alle autorità giudiziarie. È Palazzo Marino a diffondere la notizia che una lettera contenente gravi minacce di morte è stata recapitata ieri al sindaco di Milano. E nella missiva, scritta a mano in forma anonima, si fa anche riferimento al recente fatto di cronaca avvenuto a Niguarda.
Pisapia invita all'«unità», parla della ricerca di un clima di concordia come antidoto a future escalation di violenza, come tutela per assicurare una qualche serenità ai parenti della vittime, ai conoscenti e agli abitanti del quartiere che oggi si stringeranno intorno alle bare. Chiede che i milanesi partecipino numerosi e che le cerimonie funebri rimangano al riparo dai toni alti. «Abbiamo deliberato il lutto cittadino. Spero e confido in una grande presenza della città e che tutta la città abbracci i familiari delle vittime e che si evitino le polemiche».
Aggiunge il sindaco: «Basta con il fomentare l'odio perché porta a tragedie come quelle cui abbiamo assistito. Il sindaco invita tutti alla riflessione, a non speculare su una tragedia, a non invitare all'odio con tutte le conseguenze che questo comporterebbe». Allo stesso momento, però, esclude legami tra la mattanza eseguita da Kabobo e la sicurezza in città: «I momenti di follia ci sono sempre, non è un tema di Milano, è un tema che riguarda tutti su cui dobbiamo avere grande capacità di unità».
Il sindaco ha incontrato ieri in Questura il questore, Luigi Savina, il presidente della Provincia, Guido Podestà, il presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberali. «L'incontro è stato molto positivo - commenta Pisapia - c'è grande coesione, grande volontà di intenti e capacità di presenza sul territorio. Si sta lavorando insieme per tutelare la sicurezza dei cittadini».

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