Alla Fabbrica del Vapore "Ricordo" di Pasolini

Di un intellettuale libero, che considera il lettore «degno di ogni più scandalosa ricerca», di uno scrittore, un giornalista e un regista che ha percorso gli anni delle rivolte politiche dal 1968 con un suo punto di vista indipendente, insomma di Pier Paolo Pasolini non può esserci una memoria univoca. Infatti la mostra Un ricordo, da oggi nella Sala delle Colonne alla Fabbrica del Vapore fino al 19 aprile, è solo l'ultima tappa, finora, di un percorso che è partito nel 2015 al Museo dell'Informazione di Senigallia, il MUSINF, nelle Marche: a cura di Renato Galbusera e Giuliano Patti il progetto di celebrare Pasolini a più di 40 anni di distanza dalla sua morte continua, e anzi di tappa in tappa si amplia di un numero sempre crescente di artisti. Da Senigallia alla Fabbrica del Vapore di Milano, dopo aver già toccato altre città lombarde ed essere passati anche da Casa Alda Merini nel settembre 2017, gli artisti sono aumentati dalla trentina di partenza ai 45 di oggi e sono diversi per età, per formazione e per tecniche artistiche: chi sceglie di trattare il tema della violenta morte di Pasolini, come Enzo Carli, che lavora sui reperti fotografici del delitto esposti al museo criminologico di Roma. Chi, come Enea Discepoli, sempre con la fotografia, testimonia il viaggio in India con Moravia tornando nei luoghi che i due avevano visitato. Chi riflette sulle sue periferie, come il disegno acquerello di Mimmo Di Marzio, e chi lo ritrae mettendo in evidenza le mani, come l'illustratore Fabio Sironi. Oltre alla documentazione fotografica della prima mostra di Senigallia, si vedono anche la pittura di Domenico D'Aria e, insieme ad artisti rinomati come Fernando De Filippi o Stefano Pizzi, troviamo 6 allievi dell'Accademia di Brera. Anche l'allestimento della mostra è stato affidato all'Istituto turistico Pier Paolo Pasolini di Milano che da oggi si occuperà di accogliere i visitatori.

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