Le farmacie nel mirino: a Milano record di rapine

I negozi di città e provincia i più colpiti d'Italia L'indice di rischio è il quadruplo del nazionale Il ricorso a vigilanti privati e videosorveglianza

Una vera manna per i rapinatori. Secondo i dati di Federfarma, in Italia la provincia di Milano è quella con il più alto rischio di rapina per i farmacisti. L'indice di rischio elaborato da Federfarma assegna un valore di 31,3 al territorio meneghino, seguito dal 19,8 di Monza e Brianza e dal 19,1 di Palermo. E anche a livello regionale non cambia molto: la Lombardia non è al primo posto, ma al secondo, superata solo dal Lazio. E se si guarda proprio al confronto con l'indice medio di rischio nazionale (6,4), il comune di Milano è a 25 punti. Un numero alto, anche se in calo.

Una diminuzione forse data dal protocollo firmato nel 2010 tra Federfarma e Ministero dell'Interno per la realizzazione di un sistema di video sorveglianza su tutto il territorio nazionale, ma che non trova riscontro sulla quantità totale di rapine in farmacia in Italia: tra il 2009 e il 2012 sono passate da 982 a 1143. Quella delle farmacie, che in tutto il paese sono 18mila con circa 50mila addetti, resta comunque una realtà molto diversa da un'altra categoria solitamente oggetto delle attenzioni dei rapinatori: i tabaccai. I dati indicano, oltre a una diminuzione progressiva dei reati contro i venditori di sigarette nel periodo 2009 al 2013, un indice di rischio molto più alto per le regioni e i comuni del centro sud Italia: per trovare la Lombardia bisogna scendere in classifica fino al quinto posto dopo Puglia, Campania, Sicilia e Lazio.

Una situazione a cui le due categorie, ma anche quella della distribuzione organizzata, stanno cercando di limitare con strumenti vecchi e nuovi. Si parte innanzitutto da un più attento controllo del territorio con l'impiego di guardie private, all'implementazione dei pagamenti elettronici (evitando così di avere denaro contante in cassa che possa attirare i malintenzionati), a un più ampio uso di sistemi di sorveglianza con videocamere. E alcune aziende stanno provando a rispondere a questa domanda di maggior sicurezza integrando i loro sistemi: «Noi la chiamiamo total security – spiega Maurizio Tondi di Axitea, società con radici a Milano e un portafoglio di oltre 35mila clienti di cui molti farmacie, tabaccherie e piccoli esercizi commerciali – al tradizionale servizio di sorveglianza fisica, abbiamo aggiunto anche quello tecnologico: abbiamo un team in grado di monitorare tutte le interazioni informatiche dei nostri clienti, nonché di intervenire in tempi rapidissimi. Inoltre noi garantiamo i livelli di sicurezza sia fisica che informatica tentando noi per primi di violarla: se è il caso ci travestiamo anche da ladri per testare i limiti dei sistemi di sorveglianza, tutto questo è necessario perché c'è un aumento dell'attività predatoria verso il nostro target e i casi di attacco sono migliaia».

Si tratta di tentativi di rapina che colpiscono tanto le categorie commerciali, quanto i privati: è il caso di un signore molto ricco che, scrivendo sui social network molte informazioni personali, ha permesso ai ladri di svuotargli la casa subendo un danno del valore di alcuni milioni di euro. Segno che la sicurezza ormai deve essere integrata.

La provincia di Monza e Brianza registra un indice di rischio superiore anche a quello di Palermo, che è di 19,1

L'indice di rischio assegnato alla provincia di Milano secondo un'eloborazione di Federfarma. La media nazionale si ferma a 6,4

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