Flixbus punta al capolinea in Centrale

Per i bus low cost nuove tratte e come obiettivo la fermata in stazione

Valentina Gioia

Era il 15 luglio 2015 quando il primo bus dell'azienda di Monaco di Baviera partiva alle 9 del mattino da Milano a Venezia. I passeggeri a bordo erano 25. Compreso Andrea Incondi, country manager per l'Italia, che in occasione del terzo compleanno snocciola i dati del mercato italiano: «Oltre 10 milioni di persone trasportate, più di 300 città collegate e oltre 1.500 posti di lavoro creati». L'ingresso di un modello di business innovativo nel mercato delle autolinee italiane non è stato semplice. Il funzionamento, replicato in tutti gli altri Paesi europei, è questo: Flixbus si occupa del marketing, della vendita dei biglietti e dei servizi al cliente, stringendo accordi con aziende affiliate, che ci mettono invece bus e autisti. A patto che i bus non siano più vecchi di tre anni, abbiano wi-fi gratis a bordo, prese per ricaricare smartphone e computer, un bagno e sedili larghi. Il tutto a prezzi iperconcorrenziali. Sulla tratta Roma-Milano si spendono anche meno di 20 euro, quasi un quarto del prezzo più basso di un treno ad alta velocità.

I primi collegamenti sono stati quelli tra le grandi città. Poi i bus verdi hanno cominciato a coprire le tratte dimenticate dalla linea ferroviaria italiana, dalla Basilicata alla Puglia, fino all'Appennino centrale, tra Marche, Abruzzo, Toscana e Lazio. Per non parlare delle numerose tratte europee. «Laddove prima si dovevano fare anche tre cambi di treno, oggi si sale su un bus e si arriva a destinazione», dice Incondi. All'appello della rete Flixbus mancano però Sicilia e Sardegna.

«Le sfide che ci attendono anticipa Incondi saranno l'ampliamento del network, che vogliamo estendere ai centri urbani minori ad esempio Matera e il passaggio a una mobilità ecosostenibile al 100 per cento, con autobus elettrici di nuova generazione da impiegare sulle rotte a lunga percorrenza». Altro settore da sviluppare, come ha ricordato lo stesso country manager, è la mobilità intermodale, ovvero l'abbinamento tra l'autobus e altri mezzi di trasporto pubblici. A tal proposito FlixBus fa da pioniere in Germania con nuovi treni brandizzati, nati dall'accordo con operatori ferroviari privati, per offrire un network ancora più capillare. Mentre per raggiungere le isole, Incondi non esclude la possibilità di inserire anche traghetti.

Sul territorio lombardo possiamo contare tre autostazioni che fanno da capolinea ai pullman verdi: San Donato, Sesto San Giovanni e Lampugnano. Proprio quest'ultima spesso sotto i riflettori delle critiche di numerosi passeggeri e definita come «la stazione della vergogna» per il degrado diffuso.

Nell'ottica proprio di una maggior sicurezza verso i passeggeri, (si pensi che il 70% delle persone che viaggiano sui Flixbus sono donne) e nell'incrementare gli arrivi nella città meneghina, l'azienda sogna la fermata in centrale.

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