Fontana: "Dovete stare a casa. E non lo dico più con le buone"

Lieve flessione dei contagi ma la situazione resta grave. La Regione avvisa: "In arrivo misure più restrittive"

«State a casa! Fino ad ora lo stiamo dicendo in modo educato ma tra poco bisognerà cambiare il tono, se non lo capite con le buone...». Il governatore Attilio Fontana avvisa i lombardi che sta per arrivare un giro di vite. Troppe persone ancora in circolazione. Troppe nelle città, nelle strade, nei parchi. Troppe per poter pensare di arginare un virus che non cresce in modo esponenziale ma che ha ancora numeri da brividi. Ieri le persone decedute sono state 319 che sono un'infinità se si pensa che dietro a quei numeri ci sono mamme, papà, nonni, amici. «Il contagio cresce- ha spiegato nel solito punto sanitario l'assessore Giulio Gallera- ma in maniera leggermente inferiore con 1.493 positivi rispetto ai 1.971 di ieri, con 332 persone ricoverate rispetto alle 772 di ieri e con 45 ricoveri in terapia intensiva rispetto ai 56 sempre di ieri...». Dati di giornata che contano anche se poi, per capire se c'è o meno una inversione di tendenza, bisognerà attendere i bilanci a fine settimana, ma che vanno ad aggiungersi a totali che cominciano a diventare importanti: sono 17.713 i positivi, 7.285 gli ospedalizzati, 1959 i deceduti e 924 le persone attualmente in terapia intensiva. La battaglia continua quindi e la sensazione è che non sarà breve, soprattutto se molti non capiranno (con le buone o con le cattive a questo punto) che bisogna restare a casa: «Siamo noi il primo baluardo contro il virus- spiega l'assessore regionale al bilancio Davide Caparini- Si deve uscire per motivi estremamente necessari e purtroppo vedo ancora troppa gente che esce ad esempio per far jogging. Piacerebbe anche a me ma non lo faccio perchè evidentemente in questo momento correre non è necessario...».

Necessario è invece il nuovo ospedale della Fiera perchè, nonostante la situazione presenti qualche piccolo spiraglio di luce, la sanità lombarda è ancora in grandissima difficoltà. C'è fretta: «Il lavoro sta procedendo e la novità è che il governo ci ha chiesto di farlo diventare non più una struttura temporanea per la terapia intensiva ma un centro ospedaliero a tutti gli effetti- annuncia Caparini- Un ricovero strutturato per il coronavirus con personale specializzato, sale operatorie, tac e laboratori per far sì che uscendo, si spera, prima possibile da questa emergenza, la Lombardia possa poi offrire la sua assistenza a tutti gli italiani». Buone notizie anche sul fronte delle donazioni che sul conto della Regione Lombardia continuano ad arrivare ed hanno raggiunto la cifra di 14milioni 631 mila euro. Dai privati alle aziende arrivano fondi ma anche macchinari e presidi di sicurezza da girare agli ospedali. Tutto aiuta anche se l'aiuto decisivo la Regione se lo aspetta dal comportamento virtuoso dei lombardi. E si torna sempre lì, al punto di partenza: «Forse non lo avete ancora capito ma ogni uscita di casa è un rischio per voi e per gli altri- ricorda il governatore Fontana-. Se si dovesse andare avanti con comportamenti errati chiederemo al governo di emanare provvedimenti ancora più rigorosi". La pazienza è finita davvero.

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Commenti

Giorgio5819

Gio, 19/03/2020 - 11:10

Dovete fregarvene del governicchio, PRENDETE LE MISURE CHE RITENETE OPPORTUNE, chi non é d'accordo se ne vada dalla Lombardia. Se aspettiamo che prendano decisioni a Roma...sono sempre costantemente in ritardo di almeno 15 giorni.

Ritratto di giangol

giangol

Gio, 19/03/2020 - 11:15

Bloccate attività sportive all'aperto, di qualsiasi tipo.in bici o suo monopattino ne possiamo fare a meno