Fontana: stringere le maglie Ma Fi «stana» anche Salvini

Governatore e Sala divisi su «zone rosse» anti spaccio Gelmini: «Più sicurezza, controlli e meno passerelle»

Un agguato in stile mafioso in centro, alle 8 del mattino. Due sicari in moto si affiancano all'auto di Enzo Anghinelli, 46 anni, con precedenti per spaccio di droga, e sparano per uccidere mentre le mamme della zona accompagnano i bimbi a scuola. La sparatoria in via Cadore 48, a metà tra piazzale Libia e i giardini di corso XXII Marzo, ha scosso città e istituzioni, per il senso di impunità soprattutto. Il sindaco Beppe Sala, sentito al termine della giunta che ieri era riunita al Corvetto, aveva ancora pochi elementi in mano: «Sappiamo che la vittima ha precedenti per spaccio, sembra più un regolamento di conti ma sentiremo il questore» si è limitato a commentare. L'assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo non nasconde che «è un fatto di sangue che ci colpisce particolarmente anche per il contesto. Che sia avvenuto la mattina presto in una zona così centrale desta ovviamente preoccupazione». Il caso precisa «non altera le statistiche diffuse sul calo di omicidi in città». Il Comune sposta piuttosto l'attenzione sull'emergenza droga. Il regolamento di conti è legato al traffico di stupefacenti. «Si parla molto del boschetto di Rogoredo ma non è solo la piazza dello spaccio a preoccuparci - afferma Scavuzzo - siamo chiamati a vigilare sul piccolo spaccio ma anche sul traffico complessivo, c'è un'attenzione su diverse segnalazioni che ci arrivano». Non c'è un allarme sicurezza a Milano secondo il governatore leghista Attilio Fontana «ma questo non significa che non si debba tenere alta la guardia» e certamente «non si può far finta che vada tutto bene. Io penso che il problema sia sempre stato tenuto sotto controllo fino ad oggi. Mi sembra che evidentemente esistano situazioni abbastanza preoccupanti, è talmente vero che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha destinato alla nostra regione e a Milano un numero congruo di poliziotti. Bisogna stringere molto le maglie e fare in modo che la polizia abbia sempre più forze». Fontana approva ad esempio l'ordinanza del prefetto di Firenze che ha istituito «zone rosse», vietate a chi è stato denunciato per reati di spaccio, danneggiamento o contro la persona. Modello che il Viminale ha chiesto ai prefetti di tutta Italia di seguire. «Credo sia necessario avere un controllo più stretto delle persone che hanno commesso reati e si presume facciano parte della malavita organizzata. Bisogna dare alla polizia più strumenti per effettuare controlli e interventi» sostiene il governatore. Cauto il sindaco: «Non dico che sia sbagliato in assoluto ma è un modello da approfondire, mi fa sempre un po' paura trattare tutte le realtà allo stesso modo, prima di attuare zone rosse a Milano dobbiamo convincerci assolutamente che per la fretta di fare un passo avanti non si torni indietro».

La coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini avvisa sia il sindaco che il governo: «Una tentata esecuzione in centro. Un segnale inquietante che sindaco e governo non possono ignorare. Più controlli, più sicurezza, meno passerelle». Un messaggio a Sala ma anche a Salvini che ha in mano l'ordine pubblico. Ieri ha ricordato che a Milano «sono già arrivati 88 poliziotti in più da ottobre e ne arriveranno altri 487. I reati sono calati del 4,2% ma stiamo lavorando per migliorare ancora».

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