Forza Italia: "L'avevamo detto. Adesso dimissioni dei vertici"

De Pasquale: "Le nostre non erano solo speculazioni". Fdi: "Azzerare incarichi in Atm". Sotto accusa Granelli

Ne fanno una questione di immagine, in Comune. Per colpa di due funzionari accusati di corruzione, ne va di mezzo la credibilità e l'immagine dei 10mila dipendenti che ogni giorno si spendono per far funzionare il trasporto pubblico milanese. Come presa di coscienza di «un sistema di metodica alterazione di gare ad evidenza pubblica indette da Atm», le accuse degli investigatori, all'interno di un'azienda controllata al cento per cento da Palazzo Mari no il quadro è quanto meno riduttivo. Se non un modo, nemmeno tanto elegante per lavarsene le mani. E basterebbe chiederlo in primis ai cittadini feriti per le brusche frenate in metropolitana. «È sconfortante scoprire che mentre tutti si impegnano e lavorano per il bene della comunità, qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda» le parole del sindaco. «Atm - sottolinea Sala- è un'eccellenza milanese e il suo lavoro non deve e non sarà infangato dalle malefatte di pochi. Ovviamente mi aspetto provvedimenti immediati da parte dell'azienda nei confronti di chi è stato coinvolto nei procedimenti giudiziari e una seria verifica dei processi aziendali».

Ad Atm il Comune di Milano chiede chiarezza, ma anche di «fare tutto il possibile affinchè questi episodi non accadano» commenta l'assessore alla Mobilità Marco Granelli, durante la commissione consiliare Mobilità e Partecipate. Granelli ha poi assicurato un «lavoro con l'azienda per migliorare tutti quei percorsi e quelle azioni per riuscire a prevenire il più possibile episodi come questi, oltre che a comprendere quanto accaduto».

Uno scenario per certi versi prevedibile, per lo meno per quanto riguarda il «mistero» del malfunzionamento del sistema di segnalamento delle linee della metro, come più volte aveva sottolineato Forza Italia: «Le notizie di oggi dimostrano come le nostre denunce fossero fondate - attacca il capogruppo a Palazzo Marino Fabrizio de Pasquale - e avevano una origine chiara: non si possono investire centinaia di milioni e avere metropolitane che non funzionano. Servono controlli della giunta che non assecondi sempre le partecipate, poteri ispettivi delle minoranze, attenzione all'utenza per isolare chi lucra sul trasporto pubblico».

«Sulle presunte tangenti Atm siamo di fronte a uno scenario inquietante» commenta Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo Fi in Consiglio Regionale. «Sull'efficienza dei mezzi pubblici e la sicurezza dei cittadini non si scherza. Il sindaco intervenga quanto prima in Consiglio, ma se gli episodi descritti corrispondessero al vero i vertici dell'azienda andrebbero azzerati e ripensato il ruolo dell'assessore Granelli, incapace della benchè minima azione di controllo».

Il tema è il non aver voluto guardare dentro l'azienda, capire effettivamente quanto stesse succedendo, quanto meno nelle metropolitane da oltre un anno, aver sottovalutato gli incidenti. «Quelle di Atm e del sindaco sono parole di circostanza» osserva l'ex vice sindaco ed assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato. «Spero che vengano cambiati i vertici di Atm, prima che sia troppo tardi. Questo non è il primo scandalo che riguarda una partecipata del Comune: nel 2019 fu coinvolta Amsa, mentre quest'anno MM casa». «Chiediamo subito un segnale di discontinuità perchè chi doveva vigilare non ha saputo farlo adeguatamente» dice Andrea Mascaretti consigliere FdI a Palazzo Marino.

«Forse il Comune di Milano ha per troppo tempo fatto credere che Atm fosse la società migliore al mondo - polemizza Andrea Monti (Lega), vicepresidente della V Commissione Trasporti al Pirellone - e che non avesse nessun problema, a volte alimentando inutili competizioni e non collaborando con l'azienda gestita da Regione».

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