Geniali, anarchici, inimitabili Il giorno dei sarti del whisky

Oggi il «Whisky day» dedicato agli imbottigliatori indipendenti. Un mestiere magico (e molto italiano)

Alberto Milan

È capitato a chiunque si sia conceda la gioia di un whisketto ogni tanto. Sullo scaffale o sul menu si trovano più bottiglie dello stesso malto: una ufficiale, il marchio ben in evidenza e il packaging accattivante; le altre più anonime, con etichette standard dove il nome della distilleria è più piccolo. Ecco, basta vincere la naturale tendenza a fermarsi alla prima, quella ufficiale, per scoprire che dietro le altre c'è un mondo. Quello dei cosiddetti «imbottigliatori indipendenti».

È a loro che è dedicata la quinta edizione del Whisky Day, la che si terrà oggi all'Hotel Marriot di via Washington dalle 14 a mezzanotte. A organizzarla sempre Andrea Giannone e Giuseppe Gervasio Dolci, i creatori del Milano Whisky Festival, il più grande appuntamento italiano per gli appassionati. Al contrario dell'evento di novembre, istituzionale e dedicato al grande pubblico, quello di oggi è invece concepito come una giornata dove gli appassionati possono scoprire i prodotti più di nicchia.

Quest'anno appunto saranno presenti solo gli imbottigliatori indipendenti. Cioè i più coraggiosi di tutti: imprenditori-sognatori che hanno deciso di ricercare e selezionare in prima persona i barili, senza sottostare alle scelte delle distillerie e delle multinazionali, così da mettere in commercio il «loro» whisky. Un mestiere nato ovviamente in Scozia, con i grandi nomi di Cadenhead's e Gordon & MacPhail, ma che non tutti sanno essere stato rilanciato e portato all'eccellenza proprio dagli italiani negli anni '60 e '70 con Silvano Samaroli, Rino Mainardi e Giorgio D'Ambrosio. Furono loro per primi ad avere l'idea di «fare come gli scozzesi». E quando ancora arrivare sull'isola di Islay era un viaggio della speranza e Internet un sogno, cominciarono ad andare a selezionare barili - alcuni già «pronti», alcuni da invecchiare e affinare a piacimento -, creando proprie linee di imbottigliamento e il mito dell'italian way of whisky.

Sarà proprio questo la materia del seminario che aprirà la giornata, dove su un palco saliranno tre generazioni di imbottigliatori italiani: il mitico Giorgio D'Ambrosio del Bar Metro di Milano, Max Righi che con la sua «Whisky Antique» è oggi uno dei più ricercati nelle aste mondiali e Davide Romano, che da tre anni con Fabio Ermoli ha fondato l'etichetta milanese «Valinch & Mallet». Un'occasione unica per ascoltare aneddoti, trucchi, segreti del mestiere. E per capire la magia dei whisky cosiddetti single cask, da un unico, irripetibile barile.

Ovviamente le chiacchiere intorno alla figura dell'imbottigliatore un po' rabdomante e un po' broker non impediranno ai visitatori di godersi i malti (ingresso libero, assaggi da 3 euro, kit degustazione con bicchiere a 5 euro). Sono tanti i marchi indipendenti presenti in degustazione. Lo storico Cadenhead's ad esempio, importato in Italia dalla Bejia Flor di Maurizio Cagnolati, che presenterà anche i malti di Rattray e soprattutto le bellissime bottiglie del marchio That Boutique-y, whisky da collezione e dalle etichette coloratissime. Tornando in Italia, ci saranno le selezioni di casa A&G di Andrea e Giuseppe, le chicche di D'Ambrosio (GD'A e Bar Metro), i venerandi e ricercati whisky di Righi (Silver Seal e Antique Lions of Whisky), i tanti marchi di Romano ed Ermoli (non solo Valinch & Mallet ma anche Hepburn's Choice, Sovereign e i tedeschi di Jack Wieber's). E ancora Duncan Taylor, Rest&Be Thankful e tanti altri.

E le distillerie storiche, i nomi mitici dello Scotch? Ci sono, ci sono, ma scritti piccoli. E spesso con whisky più buoni e particolari degli originali. Perché il bello degli indipendenti è questo: si possono permettere espressioni meno tradizionali ed omologate, Laphroaig succulenti, Ardbeg evocativi, Glenfarclas mai visti. Indagare fra le bottiglie indipendenti è come la vita per Forrest Gump: una scatola di cioccolatini, non sai mai quel che ti capita. Ma con loro comunque vada bevi bene.

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