Il governo non cede. La Lombardia ormai verso la "zona rossa"

Conte respinge le richieste di Sala e Fontana. Confcommercio: "Sarà disastro economico"

Il governo non cede. La Lombardia ormai verso la "zona rossa"

Sono oggi 6.804 i positivi al Coronavirus in Lombardia, dove nelle ultime 24 ore sono decedute 117 persone. Nella giornata sono stati effettuati 32.337 tamponi, portando il rapporto tamponi/positivi al 21 per cento. Con i nuovi 40 ricoverati in terapia intensiva, si arriva a un numero complessivo di 475 posti letto occupati, ovvero al 45 per cento di posti occupati su un tetto del 30 per cento fissato dal Ministero della Salute. Soglia oltre la quale c'è il rischio che il sistema non riesca a garantire il trattamento anche per i pazienti gravi non Covid. Così ieri si contavano anche di 334 nuovi ricoveri negli altri reparti, per un totale di 4.740. «Se si va avanti così - l'allarme del presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi - nel giro di una settimana o poco più, non si sa letteralmente dove mettere le persone».

Per quanto riguarda il Milanese di contano 2.829 nuovi casi, di cui 999 a Milano città. Ecco allora che nonostante le resistenze, l'accordo firmato con i medici e gli infermieri per gli ospedali in Fiera, gli appelli per accelerare l'apertura di nuovi posti letto Covid, la Lombardia che due giorni fa si posizionava in Fascia 3, con un indice Rt di 1,7, e che ha cercato in tutti i modi di scongiurare il lockdown ieri, dopo un interminabile confronto con il governo, quasi certamente sarà collocata in «zona rossa» ovvero quella di massima gravità, «subendo» quindi un nuovo stop almeno fino al 3 dicembre.

Parole sinonimo di disastro economico: «Le nuove, ulteriori restrizioni impatteranno in maniera devastante su interi comparti del terziario, sul commercio, sulla ristorazione, sulle attività del turismo della Lombardia che produce oltre il 20 per cento del Pil nazionale - avverte Confcommercio Lombardia - Le chiusure potrebbero colpire quasi 60mila imprese di commercio al dettaglio, cui si aggiungono le attività già interessate dalle restrizioni, oltre 55mila imprese della ristorazione, dell'alloggio, dei servizi. «Parliamo di uno scenario da vero disastro economico». Con una perdita economica stimata, solo per gli esercizi commerciali dell'area Milanese di 1,7 miliardi di euro, pari al 9 per cento del fatturato annuo, fa i conti Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano. «La Lombardia, che è la regione italiana con il maggior numero di locali per il consumo di cibo e bevande fuori casa (oltre 51mila) - sottolinea la Coldiretti - paga il prezzo più alto alle misure restrittive».

Proprio per questo, durante il confronto con il Governo durato oltre 4 ore, le regioni hanno insistito per «misure omogenee su tutto il territorio nazionale», richiesta avanzata in maniera pressante nei giorni precedenti dal governatore Fontana, «indennizzi contestuali al decreto per le chiusure previste, congedi parentali per i lavoratori dipendenti pubblici e privati e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi». Sarà firmato probabilmente oggi il Dpcm che conterrà i criteri per le tre fasce, poi starà al ministro della Salute Roberto Speranza emanare il provvedimento specifico.

Le misure approvate a livello nazionale stabiliscono il coprifuoco alle 22, la chiusura dei musei e mostre, la didattica a distanza per le secondarie, la chiusura di bar e ristoranti alle 18, la capienza ridotta al 50 per cento dei mezzi. Misure più restrittive per le zone rosse, come la Lombardia, tranne che per le scuole dell'infanzia, elementari e la prima media, che rimangono aperte.

Sancito il divieto di spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all'interno del territorio stesso (sempre salvo necessità e urgenza), la chiusura di tutti i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole, così saranno chiusi i mercati di generi non alimentari. Serrande abbassate anche bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, e fino alle 22 la ristorazione con asporto. Sospesa l'attività per parrucchieri, barbieri, estetisti.

Blocco anche delle attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all'aperto, mentre è consentito svolgere individualmente attività motori in prossimità della propria abitazione, così è permessa l'attività sportiva esclusivamente all'aperto «in solitaria».

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