Guerra tra assessori: Del Tenno in bilico dentro Parolini e Sala

Diplomazie al lavoro e giornata di frenetici incontri ieri a Palazzo Lombardia per far quadrare i conti di una giunta che alla fine non ha quadrato. Un rimpasto che si è talmente ingarbugliato con il crescere delle richieste, da essere ormai diventato un sudoku impossibile. Tanto che ieri nemmeno il passaggio a Milano dei big del Nuovo centrodestra Angelino Alfano e Maurizio Lupi e la presenza in Regione del consigliere politico Giovanni Toti e della coordinatrice regionale di Forza Italia Maristella Gelmini lo hanno risolto. Con il governatore Roberto Maroni sembra sempre più deciso a incontrare direttamente Silvio Berlusconi per uscire dallo stallo.
Di molto probabile, se non quasi ormai quasi certo, c'è il passo indietro chiesto all'assessore alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno. Che ha lavorato bene, ma è l'unico insieme a Paola Bulbarelli (Casa) a essere approdato al tavolo della giunta senza passare dalle urne ed è quindi considerato l'anello più debole all'interno di logiche strettamente di partito. E così probabilmente non basteranno le telefonate fatte ad Arcore e a Denis Verdini a cui Del Tenno è particolarmente legato, per chiedere di blindare il suo assessorato. Il resto è tutto materia di trattativa. Perché in una prima ipotesi su cui ieri nel primo pomeriggio sembrava si potesse chiudere, il suo posto sarebbe andato al «gelminiano» Alberto Cavalli. Piuttosto contrariato a sua volta dalla richiesta di abbandonare le sue deleghe a Commercio e Turismo per infilarsi nelle grane delle infrastrutture legate all'Expo, ai guai della Pedemontana restata senza soldi e a Malpensa per cui sono in molti a volere l'eutanasia. Un posto da lasciar libero per saziare gli appetiti di Ncd che con Alessandro Colucci intenzionato a puntare al coordinamento regionale al prossimo congresso, pretende un posto in giunta a fianco di Mario Melazzini per Mauro Parolini che è già stato assessore provinciale Brescia. Al suo posto, nel ruolo di capogruppo nell'aula del Pirellone, l'ex sindaco di Magenta Luca Del Gobbo.
Una quadratura del cerchio che sembrava soddisfare un po' tutti, ma col passare delle ore la remissività di Forza Italia è stata mandata gambe all'aria dalla determinazione della Gelmini che ha deciso di respingere la richiesta degli «alfaniani» di far scendere da cinque a quattro il numero degli assessori azzurri. Di qui la richiesta di aggiungere un posto al tavolo della giunta e allora a prendere quota è stata la promozione del sottosegretario Fabrizio Sala che con la stessa delega all'Expo, magari unita a quella del Turismo tolta a Parolini, potrebbe ricevere i gradi di assessore. E, a proposito di sottosegretari, sembra essere tramontata almeno per il momento la nomina del presidente della Provincia di Lecco Daniele Nava. Un «no» che ha mandato su tutte le furie l'Ncd, già irritato dalla possibilità del ripescaggio di un nuovo assessore di Fi dopo l'uscita di Del Tenno per mantenere a cinque, come da sempre pretende la Gelmini, il numero dei berlusconiani in giunta.
Un gran tentennare che sembra non dispiacere del tutto a Maroni che forse in un panorama di partiti indeboliti dai conflitti, continua a coltivare l'idea di un rimpasto di deleghe più vasto nel quale magari dare la zampata a quell'assessorato alle Infrastrutture che tanto fa gola alla Lega.

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