Guidesi e Locatelli assessori. E la Moratti "sblocca" Rasia

Quasi chiuso il rimpasto in Regione, Gallera in trincea. L'intesa Lega-Cav può aiutare il candidato a Milano

Il puzzle delle poltrone è quasi completato. «Sono a Milano, al lavoro perchè nelle prossime ore si chiuda la squadra della Lombardia» ha scritto ieri mattina su Facebook il leader Matteo Salvini che ha fretta di rilanciare la mission e l'immagine della Regione Lombardia, sotto attacco da inizio pandemia. E le trattative sono continuate per tutta la giornata. La casella più pesante è quella del Welfare, a gestire la sanità in un momento tanto delicato al posto di Giulio Gallera sarà l'ex sindaco Letizia Moratti che assumerà anche la vicepresidenza ceduta (controvoglia) da Fabrizio Sala che sarà risarcito con deleghe più corpose (ha chiesto di sommare l'Istruzione a Università e ricerca e fino a ieri sera premeva per un ruolo politico diverso dalla vicepresidenza per l'ex sindaco, ma sembra improbabile visto che il «pacchetto» a cui ha detto sì comprendeva dall'inizo i due ruoli). Se Moratti, sarà anche il candidato naturale dopo Fontana nel 2023 è presto per dirlo. I colonnelli leghisti non negano piuttosto che potrebbe diventare l'ancora di salvezza qualora il Pirellone venisse travolto da una tempesta giudiziaria. Le acque per ora sono calme ma sulla gestione dell'emergenza Covid ci sono inchieste aperte che coinvolgono anche Fontana. Nella malaugurata ipotesi di dimissioni anticipate e ritorno voto in pochi mesi, l'ex sindaco potrebbe garantire la successione. Intanto, il suo arrivo ha creato nervosismo nel centrosinistra. E pure il sindaco Beppe Sala, che da lei fu nominato prima dg in Comune e poi commissario Expo, potrebbe avere qualche imbarazzo a contrastare la Regione sul piano sanitario in campagna elettorale.

Il risiko. Oltre a Moratti arriveranno due leghisti di peso, l'ex ministro alla Famiglia del governo gialloverde Alessandra Locatelli, che assumerà le deleghe a Famiglia e disabilità, e l'ex sottosegretario Guido Guidesi che avrebbe un ruolo di gestione economica in vista del recovery fund, in giunta al posto dell'assessore alle Attività produttive Alessandro Mattinzoli (Fi). Guidesi dovrebbe diventare un «Giorgetti in salsa lombarda», farebbe da pontiere tra la Lombardia e il governo. Fuori gli attuali assessori alla Famiglia Silvia Piani e allo Sport Martina Cambiaghi, entrambe leghiste. Smentiti i rumors che davano in arrivo gli ex ministri Gianmarco Centinaio e Marco Bussetti, resterà in aula anche la vicepresidente del consiglio regionale Francesca Brianza (Lega). Confermata in giunta Melania Rizzoli ma passerà dall'Istruzione alla Cultura. Antonio Rossi, esponente della lista Fontana, entrerà in giunta come assessore allo Sport mentre l'altro «civico» Bruno Galli (Lista Moratti) dovrebbe lasciare la Cultura per un posto da sottosegretario all'Autonomia, ma ha minacciato di andarsene tout court se non sarà rafforzato il ruolo (a farne le spese potrebbe essere Alan Rizzi che sarebbe pronto a passare da Fi alla Lega). Mattinzoli era in bilico ma dovrebbe salvare il posto in giunta, lascerà le Attività produttive ma dovrebbe tenere il Commercio o Lavoro e Istruzione (se non passerà a Sala). Anche se resta da sistemare il capitolo Gallera, insiste per un ruolo in giunta, anche di minor peso, e ha già rifiutato del sottosegretariato legato al progetto Mind. Il quadro completo dovrebbe definirsi oggi. «Simao pronto al 99% - commenta Salvini -. Non è un rimpastino alla Conti-Renzi, e sono orgoglioso dei leghisti che lasciano Roma per la Regione. Più forte è òa squadra e meglio viaggia la Regione, il 2020 è stato un anno tragico e ora vogliamo correre per tornare ad essere motore d'Europa».

Intanto il governatore Fontana ha già arruolato (fuori giunta) Emanuela Baio, ex senatrice Pd passata da tempo con il centrodestra, come collaboratrice in campo sanitario. «Ringrazio per la fiducia e metto a disposizione le mie competenze» ha commentato.

L'intesa tra Salvini e Silvio Berlusconi su Letizia Moratti, considerata in quota Fi e con un ruolo pesante a Palazzo Lombardia, spianerebbe la strada alla Lega su Milano. Il «Capitano» si aspetta altrettanto fair play dal Cav sulla scelta del candidato civico per battere Sala. In pole per ora c'è sempre Roberto Rasia Dal Polo, portavoce del Gruppo Pellegrini. Salvini durante una diretta Facebook ha promesso: «Vediamo di dare un nome e un cognome a un candidato sindaco sia a Milano che a Roma il prima possibile, per rilanciare anche Roma e Milano, perchè Raggi e Sala siano due ricordi del passato».

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