I commercianti che vogliono corso Buenos Aires green

Il presidente di Real Baires e titolare di cocktail bar: più attrattivo con ciclabile, verde e marciapiedi larghi

I commercianti che vogliono corso Buenos Aires green

Da fine aprile gli operai hanno tracciato alla velocità della luce la nuova ciclabile «light» da piazza San Babila a Palestro passando per corso Venezia, dove pista e revisione dei parcheggi hanno raccolto parecchie critiche. Da oggi si potranno percorrere i 600 metri in bici nelle due direzioni, verso il centro o in direzione Sesto San Giovanni. «Ora stiamo progettando la continuazione da Porta Venezia al primo tratto di corso Buenos Aires, e a breve saremo lì in strada a tracciare» ha comunicato l'assessore alla Mobilità Marco Granelli su Facebook. Una «minaccia» per il presidente di AscoBaires (Confcommercio) Gabriel Meghnagi, convinto che la ciclabile disegnata a cavallo tra marciapiedi e posti auto (spostati più al centro della strada) toglierà posteggi e danneggerà il commercio. Un'«opportunità» invece per il presidente di Real Baires (gruppo che raccoglie i proprietari immobiliari delle attività di corso Buenos Aires) Luigi Ferrario che è anche proprietario del cocktail bar «Casa Mia». «Non ho sentito molti commercianti contrari e soprattutto un futuro green del nostro centro commerciale a cielo aperto è quello che chiedono i clienti» sostiene Ferrario. Per anni, come presidente dell'associazione «Vie dello shopping», ha chiesto l'allargamento dei marciapiedi e più verde, «non devono essere per forza alberi, bastano verde a raso o grandi vasi di fiori per fare la differenza». E «pur non essendo personalmente un amante della bicicletta», e non avendo caldeggiato la pista in passato, ora sostiene che «può contribuire a cambiare l'immagine del corso. Il futuro è nella mobilità ecologica. Peraltro chi viene a fare shopping qui si sposta già oggi soprattutto in metropolitana, monopattini, bike sharing, ci sono linee di forza in superficie. Uno sviluppo green può avere un valore anche in termini di marketing, dobbiamo gestire meglio il corso e tenere conto di cosa chiedono i clienti». Meglio insomma allargare marciapiedi - e quindi dare spazio anche ai tavolini all'aperto - e rinunciare a una corsia del traffico. «I posti auto lungo il corso, diciamolo pure, sono usati più da commessi e residenti che dai clienti - sostiene -, semmai si possono creare nuovi parcheggi in periferia per chi arriva da fuori Milano e può proseguire con i mezzi. Servono posteggi auto per i disabili, molti di più per il carico-scarico merci e per le moto, colonnine di ricarica elettrica, stazioni di bike sharing». E «se il corso viene usato solo come strada veloce per raggiungere il centro da chi non si ferma, non dovrebbe essere un problema dei commercianti se il traffico viene deviato verso altre direttrici, a noi l'alleggerimento conviene» ribatte a chi teme il caos per il taglio di una corsia. L'obiettivo a cui tendere ammette «sarebbe Buenos Aires pedonale o almeno trasformata in Ztl sul modello di corso Garibaldi». Ripete: «Bisogna avere il coraggio di osare, fare cambiamenti». Il Comune ha colto l'emergenza Covid per realizzare la ciclabile light da San Babila a Sesto San Giovanni. I mezzi pubblici sono contingentati, «chi può deve andare in bici» hanno ribadito sindaco e assessori. E il Ministero dei Trasporti ha autorizzato progetti leggeri, basta tracciare pista e nuovi marciapiedi con la vernice senza bisogno di cordoli e lavori più costosi. «È anche un test - sottolinea Ferrario -, se serviranno degli accorgimenti si potrà correggere il lavoro senza grosse spese».

Commenti