Da Icaro agli shuttle, Volandia museo che racconta l'eterno sogno del cielo

L'ultimo arrivato è il padiglione Spazio. Ma il parco di Malpensa ha grandi progetti

Da Icaro agli shuttle, Volandia museo che racconta l'eterno sogno del cielo

È Il museo del sogno. L'eterno sogno che da sempre - da Icaro alle missioni spaziali - spinge l'uomo alla conquista del cielo. Volandia è una realtà unica nel suo genere. Parco e museo del volo, in 60mila metri quadrati di spazi espositivi, ospita velivoli e altri reperti di archeologia industriale che hanno un valore inestimabile. I padiglioni sono a un passo da Malpensa, negli edifici storici che furono sede delle officine Caproni. Volandia è l'erede morale della grande tradizione imprenditoriale aeronautica che ha caratterizzato il Varesotto, la «Provincia con le ali». Fra i tesori di Volandia, la «città ideale», riproduzione di quella immaginata da Leonardo Da Vinci e reinterpretata da Francesco Ogliari.

Lungo gli oltre due chilometri di percorso si possono ammirare un centinaio di velivoli fra aerei, elicotteri, alianti e droni, dal primo aereo italiano fatto volare da Gianni Caproni nel 1910 a modelli sperimentali che sfidano le leggi della fisica. L'ultimo arrivato è il padiglione Spazio, da poco inaugurato da Paolo Nespoli, l'astronauta italiano che detiene il record di permanenza nello spazio. A meno di due anni dal suo ultimo viaggio sulla stazione spaziale internazionale, Nespoli ha tagliato il nastro del nuovo padiglione dell'Astronomia, attrazione imperdibile soprattutto per i piccoli.

La passione per il volo è la chiave di tutto. Volandia nata ed è vissuta anche grazie all'opera degli appassionati. E ancor oggi conta sull'apporto di 200 volontari, con altissima specializzazione. E questa passione si trasmette a moltissimi. Volandia già oggi richiama 150mila visitatori all'anno, ospita già gite e centri estivi, ma non si ferma. L'obiettivo è ambizioso: arrivare al mezzo milione di visitatori all'anno. Volandia vuole crescere e per questo ha presentato un progetto di sviluppo per i prossimi 10 anni. Il piano prevede investimenti da 10 milioni, spazi espositivi raddoppiati e una collezione sempre più ricca con nuovi padiglioni. È stato progettato un nuovo percorso didatticointerattivo che è frutto della collaborazione con il Politecnico di Milano e con altri istituti del territorio: un percorso che dovrà ripercorrere la storia del volo dagli albori fino ai giorni nostri e - oltre a focalizzarsi sul «modello Caproni» - spaziare su altre grandi realtà mondiali.

Per rendere fruibile un'esperienza sempre più interattiva, è in via di progettazione la realizzazione di due piste per mini droni: si sfrutterà la scenografia proveniente dal padiglione Zero di Expo. L'esposizione sarà completamente ripensata e la «Città ideale» sarà digitalizzata e spostata nell'edificio ex mensa, destinata a ospitare le associazioni di modellisti, per un vero e proprio museo. Un nuovo padiglione esterno sarà costruito per ospitare il «Douglas DC3». L'aumento costante dei visitatori e della loro permanenza media ha indotto anche a considerare l'ampliamento dell'attuale parcheggio nella zona nord dell'area Caproni. Cambierà quindi anche l'accesso, come i collegamenti. Il tutto dovrà essere approvato anche come progetto urbanistico, ma dovranno essere superate le resistenze che, localmente, sono emerse. «La nostra - ha detto il presidente Marco Reguzzoni - è una visione di lungo respiro che con il piano di sviluppo dei prossimi dieci anni porterà Volandia ad essere tra i musei più grandi e più belli del mondo».

DA QUI PARTE IL SENTIERO DI LEONARDO

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