Invece di parlare di rom si litiga sul saluto romano

Scontro tra la capogruppo della sinistra Anita Sonego e un gruppo di simpatizzanti di destra nel pubblico

Invece di parlare di rom si litiga sul saluto romano

L'argomento era di quelli che sollevano polveroni. Il «piano Rom», l'ultimo, quello messo a punto dal Comune che prevede l'utilizzo di 5 milioni e rotti per gestire i 2800 rom ufficialmente presenti nel milanese. In Commissione sicurezza a Palazzo Marino ci sono tutti. Ci sono i due assessori, Majorino e Granelli, che illustrano il piano. Ci sono i consiglieri di destra e sinistra. E, invitati dal presidente della commissione Mirko Mazzali, ci sono anche due esponenti dell'associazione culturale «Domenico Leccisi» gli stessi che hanno organizzato la manifestazione in via Dione Cassio.

Ma nessuno se ne era accorto (almeno ufficialmente perché c'era pure la Digos...), finché Anita Sonego (Fds) si alza in piedi e mostra un volantino. Vuole sapere se in sala ci sono i firmatari di estrema destra di quel volantino. La conferma arriva per bocca di uno di loro, Gabriele Leccisi. È un attimo. La Sonego dice che lei non resta in aula con i fascisti, Domenico Leccisi alza il braccio e dice «ne sono fiero». È la bagarre. «Ha fatto il saluto romano», gridano dai banchi della sinistra avviandosi verso l'uscita. «Il saluto romano qui no» protestano, mentre c'è chi si chiede se quello fatto era davvero il saluto romano. Intanto Leccisi accusa: «Questa è discriminazione».

Ma la miccia ormai è accesa. Il presidente Mazzali tenta - invano - di calmare una bagarre che assume livelli di tensione fuori controllo. I consiglieri di sinistra gridano contro quelli di destra che gridano contro quelli di sinistra in un crescendo di accuse. L'unica cosa che Mazzali riesce ad ottenere è l'uscita dei due «ospiti». Che avvisano: «Ci rivedremo nelle piazze». La prima delle quali sarà proprio oggi, in consiglio di zona 4, in via Oglio dove è atteso l'assessore Granelli per parlare proprio di Rom.

Ma la loro uscita non spegne la bagarre. «Li avete invitati voi», puntano il dito i consiglieri di destra ai colleghi della maggioranza. Mazzali tenta di spiegare: «Conosco personalmente l'avvocato Leccisi, sapevo che volevano fare un presidio in consiglio comunale, gli ho detto che potevano venire ma solo ad ascoltare». «Aveva l'obbligo di presentarli», tuona Alan Rizzi (Pdl) che chiede le sue dimissioni. Anche se Anita Sonego poi racconta: «Sapevamo che si sarebbero presentati, era annunciato e con Basilio Rizzo avevamo chiesto a Mazzali di non farli entrare. Non si può tenere insieme i centri sociali e i fascisti».

La seduta è poi proseguita fra le accuse con Igor Iezzi della Lega a contestare a Ruggero Gabbai del Pd di «essere venuto qui davanti a darmi del fascista e del nazista». Dall'opposizione a Mazzali in particolare l'accusa di avere provocato la situazione «invitando persone che sapeva benissimo chi fossero - ha detto Andrea Mascaretti del Pdl- senza informare i consiglieri e senza dall'altra parte garantire la presenza dei cittadini fra il pubblico».

Nella maggioranza si distinguono due anime. C'è chi parla di «inaccettabilità di una presenza fascista in aula» e viceversa chi dà la solidarietà a Mazzali: «Democraticamente ha pensato di far partecipare persone che non hanno coscienza e conoscenza di rispetto delle istituzoni e dei luoghi - dirà più tardi l'assessore Ada De Cesaris - Chi ha fatto il saluto romano ha violato la casa dei milanesi. È stato commesso un reato nella casa dei milanesi». Dei rom, intanto «se ne parlerà la prossima volta, invitati permettendo», polemizza De Corato che aggiunge: «Si preferisce la bagarre per parlare di saluti romani e non dei loro aiuti ai rom».

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