Da inventore di "BienNolo" a romanziere della creatività

Ritratto di Vanoni, autore di «A piedi nudi nell'arte» un libro che è un viaggio tra le opere della modernità

Marta Calcagno Baldini

Domanda: si tratta di un romanzo oppure di un libro dedicato alla critica? Diciamo nessuno dei due. Già, proprio così.

Quello che Carlo Vanoni compie nell'opera titolata «A piedi nudi nell'arte» (edizione Solferino, Milano) è forse più un viaggio alla ricerca del senso stesso della figura dell'artista, di allora e soprattutto di oggi, dei tempi moderni. Si tratta anche di un libro anche autobiografico?

Risposta: in un certo senso sì, e non solo perché l'autore lo ha scritto in prima persona, e quando Vanoni si era appena trasferito a vivere a Milano (nel quartiere Nolo, infatti, è lui l'ideatore della BienNolo, ovvero la fiera d'arte contemporanea che ha avuto l'anno scorso la sua prima edizione nel quartiere di Nolo-North of Loreto). Insomma: mettetevi comodi, tanto in questi giorni a Milano non si può fare granché.

Quello che stiamo proponendo è un libro che farà viaggiare nella storia dell'arte, moderna e contemporanea, per capirne il senso e il valore. Ma non solo: le tappe sono molte, e Vanoni ci invita ad accompagnarlo in parte anche nella sua vita privata meneghina, «dove vivo (ai tempi del libro ndr) da circa un mese. Voglio scoprire lentamente questa città (...), farne conoscenza trattandola come fosse una persona».

Tutto si svolge in una passeggiata in una giornata di inizio estate, a partire dalla mostra di Modigliani al Mudec del 2018, passando per il supermarket vicino a casa di Carlo, l'acquisto di un nuovo paio di jeanz, e per concludere un Campari soda e un «apericena» («una delle più brutte parole coniate negli ultimi anni»). Ogni occasione di vita quotidiana è uno spunto per parlare d'arte, a partire da Modigliani e il suo nudo, davanti al quale «avverto qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che suscitano in me gli artisti dipinti nelle epoche precedenti».

Una rivoluzione paragonabile a quella che Giotto porta nella staticità dell'arte bizantina, o che Manet compie con la sua «Colazione sull'erba» nella seconda metà dell'Ottocento: la donna non è solo nuda, si è spogliata, «l'innovazione consiste nel fare a pezzi l'accademia». Passando per Morandi, Christo, De Chirico, fino a Fontana, Rothko e altri. Con un diploma a Colonia in chitarra jazz contemporanea, una laurea in Sociologia dei mass media e comunicazione all'università Urbino e una in Conservazioni dei beni culturali all'università Ca' Foscari di Venezia, il nostro Virgilio è musicista, critico e curatore oltre che presentatore televisivo. Ed è sensibile alla bellezza, in particolare femminile.

Accompagnano infatti l'intero viaggio anche la casualità e i continui fortuiti incontri con Alessia, la ragazza con cui gli sguardi si incrociano fin dall'uscita dalla mostra di Modigliani: è molto bella, viene da sola alla mostra di Modigliani e ha una stella rasata sulla testa, appena sopra la nuca, come Duchamp.

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