A Inverigo "errore umano", altre polemiche

Ieri gli ispettori da Roma. La Procura ha aperto un fascicolo e lunedì si sciopera

Michele Vanossi

La linea è stata riattivata immediatamente, la notte stessa. E la circolazione è ripresa già ieri mattina lunga la Milano-Asso dove giovedì, poco dopo le 18.30, il conducente di un treno in uscita dalla stazione di Inverigo - tra Arosio e Merone, nel comasco - e diretto appunto ad Asso, non ha rispettato il «rosso». Il macchinista ha frenato, ma non è riuscito a evitare lo scontro frontale con un convoglio in arrivo dalla parte opposta diretto alla stazione di Milano Cadorna: solo per un caso fortuito i due treni si sono scontrati senza deragliare, anche se questo dettaglio certo non spegne le polemiche sulla sicurezza per chi viaggia in treno. Il bilancio, infatti, non è di quelli drammatici, ma certamente non si può sottovalutare: 58 le persone, perlopiù pendolari, che erano sul treno e coinvolte quindi nello scontro, di queste sei (tra cui il macchinista) sono state portate in ospedale per delle contusioni di vario genere ma non preoccupanti, mentre una è stata medicata sul posto. Trenord ha avviato un'indagine interna per quello che subito è apparso, senza ombra di dubbio, un «errore umano», mentre la Procura di Como ha aperto un fascicolo. Alla notizia dell'incidente davanti agli occhi di molti sono passati i tragici fotogrammi della mattina del 25 gennaio 2018, quando a Pioltello un altro convoglio di Trenord deragliò a causa di un giunto in cattive condizioni che provocò lo spaccamento di una rotaia. Allora morirono tre donne e i feriti furono 46.

Nelle primissime ore della mattinata di ieri, come promesso giovedì dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, a Inverigo sono arrivati due ispettori dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria da Roma.

E mentre il ministro accusa: «In quel tratto della linea gestita da Ferrovie Nord non era operativo il sistema di sicurezza Scmt, una tecnologia che avrebbe impedito lo scontro. Questo incidente riapre il tema dei differenti standard di sicurezza tra le linee controllate da Rfi e quelle gestite da altri», Ferrovie Nord, l'ente che gestisce i binari, ribatte in maniera decisa che la circolazione sulla propria rete «si svolge con gli standard di sicurezza previsti dalla normativa».

Chi non poteva prenderla bene sono i sindacati. Le sigle Uiltrasporti, Ugl, Orsa, Slm Fast Confsal e Faisa-Cisal hanno infatti proclamato per lunedì uno sciopero di un'ora, dalle 12 alle 13, di Trenord e Fnm. Astensione che definiscono di durata simbolica e dovuta «al grave incidente(...) determinato dall'assenza di sistemi che assicurino sufficienti livelli di sicurezza, così come avviene nella principale rete nazionale».

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