Le isole digitali da 3 milioni di euro trasformate dai rom in aree picnic

Con l'arrivo della bella stagione, e a distanza di sei mesi dall'inaugurazione, le isole digitali sparse per Milano «sono diventate vere e proprie aree picnic, angoli tecnologici dove potersi rifocillare sull'asfalto rovente del paesaggio urbano milanese». Ad aprire la polemica è il consigliere di zona 7 Alessandro De Chirico. L'esponente di Forza Italia denuncia l'abbandono delle aree da parte del Comune delle aree. Il progetto che «vorrebbe far diventare Milano una smart city, paragonabile alle metropoli europee e mondiali». è stato finanziato con fondi europei stanziati dalla Regione, mentre i partner privati hanno sborsato circa 3 milioni di euro in base al settore di competenza (sistemi operativi, cablaggio, illuminazione, assicurazioni). Il Comune «non ha speso un solo centesimo, ma deve garantire sia il decoro che la sicurezza di chi usufruisce del servizio». Invece, contesta De Chirico, «oggi le isole digitali sono usate da tutti fuorché i turisti». Da piazza Sant'Agostino a via Hoepli, ha scattato immagini che mostrano gruppi di rom che usano le prese elettriche per ricaricare i cellulari o ascoltare musica a tutto volume, o pranzi comunitari improvvisati nelle aiuole, clochard sdraiati sulle panchine digitali. Domanda il consigliere: «É questa l'immagine che vogliamo offrire ai visitatori di Expo?».

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