L'aperitivo diventa rave party Notti da incubo in piazza Affari

Le serate musicali volute dal Comune davanti alla Borsa finiscono all'alba: musica a tutto volume, degrado e insulti ai residenti che provano a protestare

L'aperitivo diventa rave party Notti da incubo in piazza Affari

La musica dovrebbe terminare a mezzanotte in punto. Dovrebbe. In realtà prosegue fino alle 2 di notte con le casse a tutto volume. E così gli «Ape in piazza», organizzati ai piedi della Borsa ogni martedì sera, a una certa ora si trasformano in un rave party, con schiamazzi, bivacchi sotto i porticati, traffico, clacson e forti disagi per i residenti.

Già, perché non è vero che «tanto in piazza Affari ci sono solo uffici e non ci vive un'anima». Tra via Santa Marta e Santa Maria Fulcorina decine di famiglie hanno letteralmente perso il sonno. «L'altra sera - commenta una residente - alcuni ragazzotti, probabilmente ubriachi, hanno cominciato a suonare i citofoni a caso all'una di notte svegliando tutti». Un signore di 75 anni è stato preso a male parole da un gruppo di giovani perché ha osato lamentarsi per il baccano e per le decine di auto in divieto di sosta.

«Hanno trasformato via Santa Maria Fucorina in una latrina a cielo aperto» protesta Paolo, residente al civico 20. Il portiere dello stabile conferma: il mercoledì mattina si alza un po' prima per pulire, con la canna dell'acqua, il marciapiede e il portone da urina, vomito e rifiuti vari: «I mezzi dell'Amsa - racconta - passano solo in piazza, non puliscono le vie attorno».

Stessa solfa pochi metri più avanti, al civico 17. «I condomini si lamentano - spiega Angela, in servizio in portineria - La musica prosegue fino alle due di notte. La mattina per strada trovo di tutto: escrementi e bicchieri di sangria gettati per terra, con formiche e insetti attorno». Va bene ravvivare il centro e portare la movida nel cuore della città. Ma con delle regole. I residenti chiedono semplicemente di rispettare il limite dei decibel e di interrompere la musica a un orario decente, così come da accordi. Invece ogni martedì è sempre peggio: il primo aperitivo ha sforato fino all'una e mezza, e questa settimana si sono superate le due.

Quando il Comune di Milano ha concesso la piazza all'associazione «Rinascimento metropolitano» ha anche imposto degli orari: si comincia alle 18, con concerti dal vivo, e si termina a mezzanotte in punto. Ma la situazione è degenerata. E l'evento, nato come aperitivo musicale, è diventato ben altro.

«Qui non siamo bacchettoni - spiega Paolo - Chiediamo semplicemente che venga rispettata la nostra quiete». Insomma, i residenti sono ben contenti di avere un po' di movimento sotto casa e spesso hanno spalancato le finestre all'ora di cena per gustarsi un po' di buona musica live. Ma se la musica diventa un fracasso house e prosegue fino a notte fonda, allora la tolleranza viene meno. «Ci chiediamo che fine abbiano fatto i vigili - commenta Francesco, civico 17 - Non c'è alcun tipo di controllo e sembra che il sindaco Pisapia non voglia disturbare i suoi simpatizzanti. Ha paura di perdere voti sicuri?».

Dal Comune i residenti hanno ricevuto una sola risposta: un modulo, inviato via mail, da compilare per «la denuncia di inquinamento acustico». Ma ora che quel modulo arriverà sulla scrivania giusta e darà seguito a un intervento, gli «aperitivi-rave» rischiano di essere già terminati. E pensare che, nel 2012, fu proprio il Consiglio di zona 1 a indire il primo bando per risvegliare il centro. Ovviamente però ci si aspettava qualcosa di ben diverso: una festa, questo sì, ma con degli orari fissi e un po' più di rispetto per i residenti. Creare un nuovo caso Navigli o Arco della Pace non avrebbe senso, soprattutto se l'iniziativa non è di un locale privato ma nasce da associazioni con il pass di Palazzo Marino.

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