L'arcivescovo e il "Te Deum" al Trivulzio e a San Fedele

L'arcivescovo  e il "Te Deum" al Trivulzio e a San Fedele

«Te Deum», recitato per esteso «Te Deum laudamus» («Noi ti lodiamo Dio»). È il tradizionale canto cristiano di fine anno che si recita la sera di San Silvestro per ringraziare il Signore dell'anno trascorso. E dunque non poteva mancare al termine del 2018. Verrà proposto domani durante la visita dell'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, al Pio Albergo Trivulzio, dove alle ore 16 lo intonerà insieme agli ospiti della casa di riposo. E ancora. Il canto risuonerà nella parrocchia di Santa Maria della Scala in San Fedele, nell'omonima piazza al termine della celebrazione eucaristica che l'arcivescovo presiederà dalle ore 18.30. Già, proprio così: la città e i suoi riti.

Milano, la casa di Aurelio Ambrogio, meglio conosciuto come sant'Ambrogio: funzionario, vescovo, teologo e santo romano, una delle personalità più importanti nella Chiesa, a cui era tanto cara la musica. Fu autore di diversi inni. Una delle figure nel «gioco» dell'attribuzione del canto che poi tradizionalmente veniva assegnato a san Cipriano di Cartagine, anche se oggi la firma ultima viene attribuita a Niceta, vescovo di Remesiana alla fine del IV secolo. Diviso in tre parti, storicamente parlando l'inno ha attirato l'attenzione di diversi compositori occidentali. Si pensi ai musicisti Giovanni Pierluigi da Palestrina, de Victoria e Händel e poi su fino a Giuseppe Verdi. Ma domani sarà il «Te Deum» della gente. E magari, come vuole il rito ambrosiano voluto da sant'Ambrogio (non più «soltanto» solista e gruppo corale come nei salmi), le voci diventeranno tutt'una. Un ringraziamento sentito, collettivo. Sarà il canto della fede.

Commenti