Lega, Maroni stronca la candidatura della Bongiorno: "Io e Bossi combattevamo Andreotti"

La Bongiorno: "Questa Lega nazionale l'avrebbe approvata anche Andreotti". E Maroni: "Andreotti? Io e Bossi lo combattevamo"

Lega, Maroni stronca la candidatura della Bongiorno: "Io e Bossi combattevamo Andreotti"

Matteo Salvini ingaggia Giulia Bongiorno tra le file del Carroccio. "Sarà capolista in diversi territori - ha annunciato il leader leghista - è il segno di una Lega che cresce, che si occupa di sicurezza, di regole e di riforma della giustizia". Avvocato penalista, ex deputata di Alleaza nazionale prima e dalla compagine finiana "Futuro e libertà", la Bongiorno non ha nascosto "un po' di emozione" al pensiero di ritornare in Parlamento. Ma la sua candidatura ha creato anche alcuni mal di pancia. "È davvero cambiato il mondo - ha commentato Roberto Maroni - io e Bossi quelli come Andreotti li abbiamo sempre combattuti".

"In questo Paese sta succedendo una cosa che non mi piace affatto, la contumacia, tutti si occupano di politica ma poi nessuno la fa. Io mi sentivo un po' contumace - ha ammesso ieri - in questi anni ho portato avanti delle battaglie stando seduta al mio studio, tanto avevo la mia visibilità, ma poi se non si è in Parlamento le cose non si fanno". I successi professionali non sono mai mancati. Nella sua carriera ha iniziato a farsi conoscere a 27 anni con il processo per mafia contro Giulio Andreotti nel quale, da giovane avvocato, ha assunto la difesa del leader Dc insieme a Franco Coppi. Più recente è stato, invece, il successo professionale ottenuto con l'assoluzione di Raffaele Sollecito, uno degli indagati per l'omicidio di Meredith Kercher, nell'ambito del delitto di Perugia. Palermitana, classe 1966, la Bongiorno è stata la prima ad ammettere la "distanza" (non solo geografica) che esiste tra lei e Salvini. "Nascendo al Sud - ha spiegato - Salvini mi sembrava la persona piu lontana da me".

Nella Lega non mancano le voci contrarie. C'è chi la accusa di essere troppo di destra. Ma dalle colonne di Repubblica la Bongiorno spiega: "Le regole sono un valore e voglio impegnarmi con chi pensa che servano a garantire maggiore libertà e sicurezza. Si dimentica che regole e sanzioni - adeguate sono un deterrente peri reati". "Questa Lega nazionale e concreta - ha poi aggiunto - l'avrebbe approvata anche Giulio Andreotti". Questa dichiarazione, però, non ha fatto altro che accentuare le critiche. In primis da Maroni che nei giorni scorsi è entrato in contrasto proprio con Salvini a causa del suo passo indietro da governatore della Regione Lombardia. "È davvero cambiato il mondo - ha commentato il presidente lumbard - io e Bossi quelli come Andreotti li abbiamo sempre combattuti". Salvini non ha fatto una piega e si è detto "orgoglioso della scelta" ricordando le innumerevoli battaglie portate avanti dalla Bongiorno, "come per la legge sullo stalking che ha salvato tante vite". "Io guardo al futuro - ha concluso - e nel futuro c'è che la Lega governerà questo Paese".

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