Lega in viale Jenner chiede la chiusura: "Lavori abusivi nella moschea"

Il consigliere Bastoni allontanato dopo la scoperta di lavori di ampliamento in via Butti. Sardone e Bolognini: "Nessun rispetto del distanziamento"

Lega in viale Jenner chiede la chiusura: "Lavori abusivi nella moschea"

Per Milano una vecchia storia, ma mai così attuale. Perché viene davvero spontaneo chiedersi per quale ragione, nonostante la sfilza di restrizioni e cautele imposte dalla lotta alla diffusione della pandemia, nella moschea di via Butti (ritrovo di preghiera dell'adiacente Centro islamico di viale Jenner) i musulmani milanesi continuino a radunarsi e a pregare in spregio totale alle regole antiassembramento. La Lega, con un presidio-flash mob, ieri mattina ha voluto puntare il dito contro questa criticità e, in generale, riproporre il problema delle moschee abusive e, in particolare, come ci ha tenuto a sottolineare il commissario provinciale della Lega Salvini Premier Stefano Bolognini, dei lavori (naturalmente anche questi abusivi ma tenuti abilmente sottotraccia) di ampliamento di via Butti in vista del trasloco dal Palasharp di via Novara.

Dopo un'apparizione lampo del consigliere regionale e comunale Massimiliano Bastoni che, entrato pochi minuti prima del presidio nel centro islamico, ha denunciato di essere stato «allontanato dai militanti islamici della moschea abusiva» perché avrebbe scoperto «i lavori di ampliamento del luogo di preghiera», la più battagliera, ieri in trench nero e stivali di pelle, resta sempre l'europarlamentare e consigliera comunale, onorevole Silvia Sardone.

«Recentemente sono stata minacciata da qualcuno che non vuole che mi batta contro le moschee abusive - spiega Sardone mentre brandisce decisa una locandina che recita Stop alle moschee abusive -, ma io sono nata qui, a Milano, dove mi hanno insegnato che le regole valgono per tutti e vado avanti per la mia strada. Abbiamo chiesto di rendere pubblici gli album con i nomi di tutti gli Iman, che i sermoni vengano tenuti in italiano e di avere contezza e certezza della provenienza dei fondi che finanziano questa moschea dove, non dimentichiamolo, sono passati importanti esponenti di Al Qaeda e persino uno tra i più noti reclutatori dell'Isis...Finora non abbiamo avuto risposte in tal senso. Inoltre mi preoccupa il sindaco di Milano, Beppe Sala che è passato ai Verdi Europei: a Strasburgo è stata proprio la sindaca ambientalista Jeanne Barseghian ha già approvato un finanziamento comunale di due milioni e mezzo di euro con i quali vuole ampliare la moschea Eyyub Sultan facendola diventare la più grande d'Europa. Ma com'è possibile appoggiare un simile progetto se nella costruzione d i quella moschea è coinvolta la Confederazione islamica Millî Görü, considerata molto vicina al presidente turco Erdoan?».

Replica il vice presidente dell'Istituto culturale islamico milanese Islam Elgharabawi. "Il nostro istituto svolge la sua attività socio-culturale in Viale Jenner da decenni- spiega in una nota- alla luce del sole e le accuse che la Sardone e Bastoni ci rivolgono sono molto gravi e totalmente false. Nella nostra sede si svolge la preghiera del venerdì, non è mica un crimine pregare». «La Lega- continua il vice presidente dell'istituto islamico- negli anni, ha fatto tutto il possibile per impedire la realizzazione di moschee, e il risultato è che i musulmani non hanno a disposizione luoghi di culto per pregare»